‘++Il Corriere: Lombardia potrebbe tornare in arancione prima di Pasqua. Rt a 1.14 (a novembre era 2.5)

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    MILANO – Ad appena quattro giorni dal reingresso in zona rossa, in Lombardia pare per fortuna che la fase peggiore della cosiddetta terza ondata sia alle spalle.

    E così, sin dalla giornata di ieri, ecco che i giornali hanno cominciato ad abbozzare delle ipotesi e a ragionare sul ritorno della nostra regione in colore arancio, quanto meno un’attenuazione rispetto al momento attuale. È riflettendo su questi dati che il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, pur con la massima prudenza nei toni, dice (citato dal Corriere della Sera in edicola stamani) «Vedo qualche leggero miglioramento».

    A corroborare le sensazioni di Fontana ci sarebbe la curva dei contagi, che più di ogni altra, dimostra come l’aria stia cambiando. Il trend dei contagi ha smesso di galoppare e vive una sorta di plateau, che tradotto in termini meno epidemiologici è l’anticamera della discesa. L’Rt inizia a scendere. Lo dimostra quello calcolato dall’Ats di Milano che da alcuni giorni è in regressione. Toccato il picco di 1,32 (comunque lontanissimo dagli indici di novembre quando sfiorava il 2,5) ha iniziato la sua discesa. L’ultima rilevazione di oggi è a quota 1,14. Significa che il virus è ancora in espansione, ma sta perdendo velocità e se il trend fosse confermato potrebbe riportare la Lombardia a vestire di arancione già prima di Pasqua, verosimilmente dal 29 marzo, contando che il 3, 4 e 5 aprile tutta Italia verrebbe conservata prudenzialmente in zona rossa

    Se i dati relativi al monitoraggio della pandemia dovessero migliorare, bisognerà quindi attendere la decisione del ministero della Salute. A quel punto Milano e l’intera regione, salvo decisioni diverse da parte della Giunta Fontana riguardo a territori con percentuali di contagio peggiori, potrebbero ritornare nella fascia della zona arancione. Per molti esperti è una speranza possibile perché prevedono che il picco della terza ondata dei contagi da covid 19, che in Italia si è caratterizzato per la prevalenza della variante inglese, dovrebbe essere già alle spalle.“

     
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