Il calcio femminile: tra successo mediatico, crescita e dilettantismo forzato- di Lisa Modugno

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    Accogliamo nella nostra grande famiglia una nuova collaboratrice, la giovanissima (ma già molto brava, ve ne accorgerete ‘leggendola’) Lisa Modugno. Lisa scriverà su Ticino Notizie parlandoci di calcio, sport.. ma non solo. A corredo del suo primo pezzo trovate anche una breve nota biografica. Benvenuta a bordo, Lisa!

     

    Da qualche mese a questa parte l’accesso e il successo della nazionale di calcio femminile ai mondiali di Francia 2019 sono sulla bocca di tutti, ponendo questo sport per la prima volta al centro dell’opinione pubblica. Le azzurre sono state in grado di eliminare molti, anche se non tutti, luoghi comuni che circondano il calcio femminile e che lo hanno posto in secondo piano rispetto alla famigerata versione maschile.

    La principale ragione per cui questa pratica è meno sviluppata riguarda principalmente la percezione che le persone hanno di questo sport. È innegabile che sono in molti a considerarlo una sorta di “brutta copia” della versione maschile e a sottovalutarlo in maniera decisamente accentuata. A causa di quelli che in molti casi sono dei semplici falsi miti, i media, che sono costretti a seguire e a trasmettere ciò che piace al pubblico per ragioni prettamente economiche, non si interessano di quest’ultimo, contribuendo a ridurne la visibilità.

    L’episodio che – quasi paradossalmente- ha cambiato le sorti di una disciplina destinata a rimanere nell’ombra, coincide con l’esclusione della nazionale maschile dai campionati mondali del 2018. Il pubblico, sdegnato e deluso da una squadra incapace di ottenere alcun tipo di successo, si rivolge per la prima volta e con occhi diversi alla squadra femminile che in quel periodo stava a sua volta lottando per ottenere una storica qualificazione ai mondiali del 2019. Questo atteggiamento, dettato a tratti da una leggera sfumatura di ipocrisia, ha dato inizio ad una vera e propria rivoluzione del calcio femminile italiano. Infatti, nello stesso anno, la FIGC investe 4,2 milioni su questa disciplina mentre, nell’anno 2018/2019 il colosso Sky prende la decisione, tramite un accordo pluriennale con la FIGC, di comprare i diritti del campionato femminile, trasmettendolo in diretta per tutta la sua durata. 

    Quella che sembra una storia a lieto fine nasconde allo stesso tempo dei lati negativi di cui non tutti sono a conoscenza. L’esempio per eccellenza consiste nel fatto che le calciatrici che hanno deciso di rendere lo sport la loro professione, non possono di fatto accedere allo status di professioniste ma a quello di semplici dilettanti. La causa di ciò sarebbe da imputare alla Legge 91 del 1981, che prevede la tutela (e quindi il riconoscimento di questo status) dei soli atleti di sesso maschile legati a quattro discipline (calcio; ciclismo; golf; basket).

    Questo dilettantismo forzato, oltre ad essere stato interpretato come un atteggiamento anticostituzionale, opponendosi di fatto all’articolo 3 della costituzione italiana, provoca notevoli limiti e svantaggi alle calciatrici che non hanno alcuno tipo di tutela di maternità e che, sotto il punto di vista fiscale, non ottengono uno stipendio vero e proprio, ma un compenso che è in realtà una sorta rimborso spese o un premio a vario titolo.

    Nel 2019 il governo ha deciso di prendere in mano la situazione, affrontando il tema del lavoro sportivo: di fatto lo scorso 15 febbraio il Consiglio dei Ministri ha presentato un disegno di legge (n.1603) che ha come scopo, oltre a quello di rivoluzionare il ruolo del CONI e di combattere la violenza negli impianti sportivi, quello di rivoluzionare la citata L. 31/81, con la finalità di annullare le differenze tra i professionisti e i cosiddetti dilettanti. 

    Lisa Modugno

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Sono Lisa Modugno, nata nel “lontano” 2001, frequento l’ultimo anno di liceo Linguistico a Milano.

    Come ‘figlia’ del nuovo secolo, e quindi di internet, ho una percezione totalmente diversa del mondo e della società, che considero tuttavia una vera e propria arma a doppio taglio .

    Oltre ad una maniacale passione- anzi direi proprio ‘ossessione’- per lo sport, trovo nella scrittura un mezzo per poter trasmettere alla gente ogni sorta di informazione e, allo stesso tempo, una valvola di sfogo per riuscire a conoscere meglio me stessa e gli altri.

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