“Il barcun de Milan”: una finestra sulle bellezze del nostro territorio

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    MILANO – E’ uno degli ultimi esemplari originali, rappresentativo di tutte quelle imbarcazioni che, nella Milano che ora non c’è più, attraversavano i Navigli trasportando sabbia e ghiaia attraverso la Darsena. Rinvenuto quasi casualmente nella cava di Castelletto di Cuggiono, assieme ad una seconda chiatta, il barcone, immatricolato negli anni 50 del ‘900 con il nome Nibbio, è stato negli ultimi anni restaurato in maniera conservativa grazie all’interessamento di associazioni e realtà private operanti nel settore dell’intrattenimento. Attualmente, con i suoi oltre trenta metri di lunghezza e cinque di larghezza, costituisce, ormeggiato sul Naviglio Grande in zona centrale, una caratteristica sede, ricca di suggestioni, ideale per eventi e manifestazioni. Vero e proprio punto di contatto tra la tradizione storica del barcone e la modernità della sua nuova vocazione è rappresentato dal Sistema Navigli e dall’evoluzione delle sue funzioni che hanno fatto sì che oggi, in città, questi antichi canali rappresentino sempre più un punto di aggregazione per lo svago e il tempo libero dei milanesi. Posizionato in via Ripa di Porta Ticinese, alla progressiva km 41+150, il barcone offre a passanti e turisti una finestra, aperta sui punti più suggestivi del reticolo gestito da ETVilloresiNavigli compresi: il videowall, ospitato sulla chiatta, restituisce infatti – lo farà sino ad inizio settembre (tutte le mattine e a fine serata, con l’ultima proiezione delle 22.50) –  il cortometraggio “Una storia d’acqua”, che il Consorzio ha realizzato per raccontare la bellezza e la complessità della rete idrica gestita.

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