Ignazio La Russa, il nodo gordiano e l’arco costituzionale- di Emanuele Torreggiani

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Con l’elezione alla Presidenza del Senato di Ignazio La Russa, voti dichiarati dall’opposizione, viene tagliato il nodo gordiano che soffoca la patria da decenni. Forza Italia, per diktat del suo padre padrone, aveva annunciato l’astensione causa il niet ministeriale della presidente in pectore Giorgia Meloni a tale Licia Ronzulli, fantesca dell’innominato Silvio Berlusconi.

Così l’antefatto in sintesi di cronaca, accade il 12 ottobre. Il 13 l’elezione, e Ignazio La Russa passa senza i voti dei forzialioti. Nella notte si leva, come sua natura, la nottola di Minerva che vede a chiaro nel buio. E dal Colle, ove siede un siciliano che, com’è noto vedono, i siculi, il mondo dall’alto, se ne coglie il canto. L’uomo, non a caso canuto e irradiato da un lutto permanente, traduce, del canto, il pieno significato. Chiudere il capitolo della storia recisa, l’arco costituzionale assunto a proprietà post bellica dai cattolici e dalla sinistra, formazioni politiche ormai estinte negli ultimi decenni; e recidere il sicumero totalitarismo berlusconiano fondato sulla triade: voglio posso comando. Nel breve volgere di telefonate, in quell’ora indicabile come il cuore della notte, l’alba sarà rasserenata. A prescindere dal volere del cavaliere la maggioranza c’è. In Unione Sovietica, gloriosissima, si chiamava l’aiuto fraterno. Ed è un esserci potente nella forma e nella sostanza. Così potente da consentire, di là dalle grida scritte in voluta sguaiata calligrafia ad uso telecamera, quell: “io non sono ricattabile” che pone la lapide al principio del padre padrone. Alla sua sicumera e, soprattutto, a quella riflessa dei suoi scherani. No. La fantesca non salirà a rango di ministro, lui stesso lo afferma allontanandosi claudicante, il volto sigillato in un cretaceo verdognolo così simile al Casanova felliniano. Toc, toc, toc, il destino ha bussato alla porta. Ed il nodo gordiano che teneva costretto il cosiddetto centro destra ai voleri del padrone è stato tagliato di netto e, la storia insegna, indietro non si torna. E non solo. Con l’elezione di Ignazio La Russa si conclude quella guerra civile politico ideologica che è continuata imperterrita per decenni. Intendo l’antifascismo militante, quindi di maniera, in assenza di fascismo. Una formidabile finzione che solo in Italia resiste alimentata dalle sovrastrutture dello Stato. Una polarizzazione tra degni e supposti indegni che ha portato alla catastrofe attuale attuata dal governo dei migliori ed i suoi affini dell’ultima decade. Non si dimentichi mai che il partito dei non votanti è quello di maggioranza relativa. Con un colpo il nodo gordiano è stato tagliato. Certo, rimane il pastone dei giornali con le loro maschere di carattere, il bric a brac di luoghi comuni, di frasi fatte, di piagnucolii imbellettati. Tutta robetta lontanissima dalla realtà di un popolo in piena miseria.
Emanuele Torreggiani

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