I Washington Redskins, ultima vittima del politicamente corretto (da Indiscreto)

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    Washington Redskins probabilmente cambieranno nome, perché negli Stati Uniti del 2020, almeno gli Stati Uniti anti-Trump dei media e delle università, il termine ‘Pellerossa’ è considerato offensivo per i cosiddetti nativi americani. Diciamo ‘cosiddetti’ perché andando a ritroso nella storia di un territorio c’è sempre qualcuno che è più nativo di chi è arrivato dopo (i previdenti Romani sterminarono gli Etruschi, per merito loro nessuno adesso reclama la Toscana).

    Non staremo a fare il solito post contro le follie del politicamente corretto, che peraltro ha anche lati positivi, ma segnaliamo soltanto una notizia che ci ha incuriosito, sul ruolo della FedEx in questa presa di coscienza. Il gigante della logistica, fra ha fra i suoi principali clienti il settore pubblico degli Stati Uniti, paga infatti soldi veri per dare il nome allo stadio ed è anche, tramite il suo presidente Fred Smith, azionista di minoranza della gloriosa franchigia NFL, vincitrice di tre Super Bowl e con tanti giocatori entrati nell’immaginario di noi periferia dell’impero, Joe Theismann su tutti.

    FedEx, ma anche l’onnipresente Nike (più sensibile all’editorialista democratico di New York che alle condizioni di lavoro del bambino pakistano), Pepsi, Bank of America, eccetera, hanno fatto pressioni sull’azionista di maggioranza (dal 1999) Dan Snyder, che dopo anni di chiusura totale ha almeno promesso di prendere in considerazione il cambio di nome.

    Ma perché il termine ‘Pellerossa’ sarebbe offensivo? Va ricordato un sondaggio del 2016 del Washington Post, non certo un giornale conservatore, secondo cui il 90% dei nativi americani trovava ‘non importante’ la questione del nome Redskins per la squadra di Washington. Fra l’altro una franchigia assume un certo nome per evocare sentimenti positivi, quindi in ogni caso la questione sembra infondata. Però il nome quasi certamente cambierà, per colpa di una minoranza rumorosa e di grandi aziende che si sono fatte pubblicità gratis. La possibile rimonta elettorale di Trump passa anche da queste cose. E pazienza se il termine Redskin con il colonialismo c’entra pochissimo, visto che diventò di uso comune a fine Ottocento.

    Stefano Olivari, da Indiscreto.info

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