I portici di Magenta monumento storico nazionale si rifanno il look

    61

    MAGENTA –   I portici di Magenta sono monumento storico nazionale e risalgono al 1400, essendo coevi al Santuario dell’Assunta. Quindi, infatti, sorgevano anticamente le celle dei frati Celestini.  Hanno perciò un valore storico e artistico molto particolare. Anche in considerazione del fatto, che sia quelli dove si trovano attualmente la Banca Popolare di Milano e la Banca di Novara, così come ancora di più quelli che insistono tra la via Pusterla e via Volta sono chiaramente di epoca molto più recente. “Sono un patrimonio unico” insiste Paolo Bertoglio presidente dell’Associazione Pietre Vive Onlus e come portavoce dei privati proprietari che si faranno carico dell’intervento di recupero.  “L’operazione – spiega Bertoglio – sarà interamente sostenuta da noi privati e fa seguito alla lettera inviataci qualche tempo fa dal Comune, in cui si metteva in luce l’esigenza di sistemare i portici, sui quali grava una servitù di passaggio pubblico, essendo uno degli elementi che più caratterizzano la nostra piazza Liberazione”.  In queste settimane, intanto, i restauratori, ossia gli architetti Fabrizio Ispano e Francesca Lara Monno che già si stanno occupando dell’Assunta, sono intervenuti su due colonne con i primi rilievi. La relazione completa è stata inviata alla Sovraintendenza così da avere indicazioni precise circa le modalità d’esecuzione “per il rifacimento dei portici a regola d’arte”. Frattanto, sono emersi già aspetti interessanti: le colonne sono tecnicamente ‘esplose’ a causa della struttura di ferro utilizzata per ‘incamiciare’ il tutto. “La gabbia di ferro – dice Bertoglio – è stata riportata alla luce,  ed è risalente agli anni settanta. Ora, l’intenzione è quella di ritornare alla calce così come era originariamente”.

    L’intervento oltre alla sistemazione delle colonne prevede il rifacimento della facciata e dei legni di sostegno. In totale la spesa dovrebbe aggirarsi sui 60  mila euro.  E’ stato richiesto, inoltre, uno studio di staticità di cui si è occupato lo studio Progest Vbm dell’Ingegner Tino Viglio.  Adesso, dunque, si attendono le indicazioni che dovranno pervenire dalla Sovraintendenza.  Dopodiché verrà redatto un capitolato d’appalto per scegliere l’impresa che si dovrà aggiudicare l’esecuzione dei lavori. “E’ un investimento significativo – conclude  Bertoglio – ma lo facciamo volentieri per la nostra Magenta. Ci auguriamo, comunque, che il Comune ci venga incontro, magari pensando a qualche forma di esenzione. Qui ci sono attività professionali e commerciali che  visto anche il particolare momento, meritano un sostegno”.

    Articolo precedenteAbbiategrasso, i problemi ‘irrisolti’ secondo i 5 Stelle
    Articolo successivoMagenta, Via Novara: ‘Vogliamo i dossi!’