I Pm: ‘Pietro Tatarella resti in carcere’, ma per il difensore la misura è eccessiva

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    MILANO –  “Le indagini sono in corso ed e’ essenziale che le misure cautelari vengano confermate”. E’ questa l’argomentazione dei pm milanesi impegnati nell’inchiesta ‘Mensa dei Poveri’ davanti ai giudici del Riesame che dovranno decidere sulle istanze di revoca delle misure cautelari. Il concetto e’stato espresso, a quanto si e’ appreso, dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Silvia Bonardi e Luigi Furno nell’udienza in cui si e’ discussa la posizione di Pietro Tatarella, candidato per Forza Italia alle europee.

    La difesa in udienza ha contestato anche l’accusa di associazione per delinquere che ha portato in carcere Tatarella. Per i difensori, il politico non sarebbe stato parte attiva di quel gruppo che, secondo i pm, vedeva in campo l’imprenditore Daniele D’Alfonso e il presunto ‘burattinaio’ del sistema, Gioacchino Caianiello. Secondo la linea difensiva, Tatarella non sarebbe stato piu’ che uno spettatore semmai.

    Per quanto riguarda la contestazione di finanziamento illecito, la difesa ha insistito sul punto che, aver dichiarato quel finanziamento per Tatarella, con l’utilizzo dei soldi per la campagna elettorale di Altitonante, come ipotizzano i pm che su questo fronte contestano anche una corruzione, sarebbe semmai soltanto una violazione amministrativa, perche’ quel finanziamento elettorale e’ stato comunque dichiarato e non e’ illecito. La decisione dei giudici del riesame sull’istanza di revoca della misura arrivera’ nei prossimi giorni.

    (Fonte: Ansa)

     

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