I ‘Folletti’, il ballottaggio, Finiguerra e le ‘questioni fondamentali’

    48

     

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “A chi fa appello ai principi democratici per fermare le destre con la retorica “del meno peggio” vogliamo dire che c’è un problema e il meno peggio non basta.
    A chi afferma d’esser meglio di altri nelle questioni politiche diciamo che occorre dar vita ai segni di differenza, che servono prese di posizione, chiarezza, l’umiltà di lasciarsi andare a risposte.
    Intavolare un dialogo con le forze sociali che chiedono riscontro è un atto dovuto scontato per chiunque voglia proclamarsi sindaco.
    Chi si sottrae al dialogo, chi glissa, chi abbassa lo sguardo, chi usa il silenzio come strumento di potere ha da assumersi la responsabilità d’essersi sottratto, d’essersi negato al confronto. Non addossi colpe, non punti il dito verso chi le proprie posizioni le ha sempre dichiarate apertamente.

    Abbiamo ripetutamente sottoposto a Domenico Finiguerra una serie di questioni, per noi fondamentali, per lui evidentemente molto meno, perché nonostante qui lo si conosca da anni, salta all’occhio di tutti che questa campagna elettorale suoni francamente diversa così come il programma e gli slogan.
    Domenico Finiguerra non si è degnato di rivolgere a noi neanche un educato diniego. Così pure il suo entourage. Eppure anche questo ci conosce da anni, si è condivisa strada.
    Però per queste domande continuiamo a volere risposte. C’è poco da fare. È per noi sacrosanto e cruciale. Il resto è riempirsi la bocca di facili allusioni e populismi, il resto è puntare il dito verso cittadini e cittadine e fare poca analisi delle proprie scelte elettorali.

    A chi già adduce ad altri le colpe di una destra vincente ad Abbiategrasso diciamo la responsabilità non la si addebiti a chi non ha scelto Domenico Finiguerra come proprio rappresentante, si vada piuttosto a cercare nel suo modo di relazionarsi, nei suoi cambiamenti di rotta, nei silenzi là dove era stato chiamato a rispondere, su questioni basilari, non su cicalecci di quartiere; si vada a cercare i termini in cui è avvenuta questa campagna elettorale troppe carte in mano per non pestare i piedi a nessuno.
    A chi già adduce ad altri le colpe di una destra vincente ad Abbiategrasso diciamo: “Coraggio. Abbiate coraggio”. Le scelte coraggiose sono quelle che hanno pagato in Italia, che non hanno lasciato scampo alle vecchie poltrone.
    Andate a cercarle, nei paesi di chi si è opposto a trivelle, lì dove il terremoto e la politica dei partiti han lasciato distruzione e sconforto, lì dove le comunità hanno saputo legarsi e agire, ben prima di una scadenza elettorale, certo non con quell’unico intento.
    Se cittadini/e non andranno a votare si legga bene il valore del risultato, cittadin/e non si identificano, non si sentono rappresentati da nessuno.
    Il ricatto del “meno peggio per sentito dire” lo si prenda per quel che è: un ricatto a cui è stato aggiunto ostracismo e reticente silenzio. Non è questo atteggiamento da sindaco.

    Domenico Finiguerra riesci a dirci ancora qualcosa in merito alla difesa del territorio che ti appresteresti a governare? Consideri o no la tangenziale Magenta-Abbiategrasso-Vigevano un pericolo?
    Contro Salvini, la Lega, contro la destra xenofoba che si aggira per Abbiategrasso perché non riesci ancora a prendere posizione?
    Ci spieghi le ragioni concrete di un terzo turno per i vigili, puoi darci motivazioni fuori dalla retorica della sicurezza (perché lo sai anche tu che non c’è nessun pericolo per i nostri concittadini).
    Sull’accoglienza agli stranieri possiamo aspettarci progetti seri di accoglienza ben lontani dagli umori razzisti di paese?
    Si riuscirà a fare un ragionamento collettivo e articolato sull’astensionismo diffuso che ha caratterizzato questa tornata elettorale? Un ragionamento che coinvolga tutti/e, te compreso?
    Affrontiamo un po’ di argomenti seri, spessi, belli? Vero che se vinci tu Cracco non si vedrà più a Bià? Vero che Abbiategusto è stato strumento carnevalesco e che Città Slow un marchio che non è stato in grado di raccontare/salvaguardare niente? Vero che il territorio e la sua produzione agricola di qualità passano per altri canali?
    Lo vogliamo dire che i centri commerciali, ma anche la piccola distribuzione, le villette e anche la piscina sul Pagiannunz (terreni di proprietà di Essedue srl e Castoldi) non solo non li vogliamo noi ma che non li volete anche voi?

    Qui Domenico, non si vuole provocare e non si vuole fare pettegolezzo, qui si vuole parlare di politiche, lo sai bene, questi sono temi seri e meritano delle risposte chiare e sostanziali. Buche nelle strade, panchine, aree cani e “noi siamo diversi dagli altri”, per persone come noi (e come te), sono roba poco appassionante. Un tempo a un candidato così ‘avresti fatto il culo’ anche tu, Domenico Finiguerra. Qui vorremmo darti anche il nostro in bocca al lupo per il 25 ma dalle nostre parti non ce la facciamo a promuoverti se le condizioni restano queste e se il riguardo che porti rimane tale, non solo verso le persone ma soprattutto verso le istanze“.

    Folletto 25603

    Articolo precedenteMagnago: giovedì 29 il primo Consiglio della seconda Amministrazione Picco
    Articolo successivoMagenta: Gelli (Lega): “Aree Saffa e Novaceta. Alla fine della campagna elettorale, non conosciamo ancora nessun dettaglio di nessuna delle due operazioni”