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Magenta, parlano i ‘dissidenti’ azzurri: “Ben contenti di non essere confusi con questa Forza Italia”

MAGENTA – “Siamo ben contenti di non essere confusi con questa Forza Italia. Che senso avrebbe avuto partecipare alla riunione dello scorso 29 ottobre? Bastava guardare la lettera d’invito per capire il caos che caratterizza la situazione attuale. Si parlava di assemblea degli iscritti ma non c’era un ordine del giorno, si diceva che sarebbero stati invitati parlamentari ma non si è visto nessuno…Insomma, un contesto davvero grottesco dentro al quale abbiamo assistito ad otto persone (il direttivo + i due consiglieri comunali) che si sono ‘autoelette’ insieme al coordinatore pro tempore. Beh, tutto questo non ha più senso”.
E’ durissimo l’affondo che Giampiero Corti e Antonio Valisi, i ‘dissidenti’ di Forza Italia, sferrano all’indirizzo del reggente cittadino degli azzurri Enrico Sammartino.
Ci sarebbe stata l’opportunità di fermarsi– osservano i due – di riflettere sulla travagliata situazione del partito e poi trovare una quadra tutti insieme. Invece, eccoci davanti all’ennesimo fatto compiuto. Un nuovo strappo giusto per prendersi dei titoli senza significato. Si tratta dell’ennesima occasione perduta”.
Corti e Valisi non le mandano certo a dire: “Qui ci sarebbe molto da discutere anche rispetto ai tesserati azzurri che hanno preso parte alla riunione. Forza Italia ha 29 iscritti, mentre a noi risulta che a quella riunione non fossero più di una decina i presenti. Praticamente, a parte Roberto Stablum ed Erminio Macchi gli altri si sono tutti votati da soli. Ma vi sembra una cosa seria?”.
Il j’accuse è pesantissimo soprattutto nei confronti di Felice Sgarella. Il Consigliere comunale di Forza Italia è da tempo nel mirino dei due colleghi di partito che gli rinfacciano una sorta di ‘politica dei due forni’. “Non si può stare con la maggioranza della Barni a Robecco sul Naviglio e a Magenta stare in minoranza solo sulla carta. Serve coerenza, dovrebbe dimettersi al più presto”.
Ma anche con Sammartino i due non sono certo teneri. “Dovrebbe chiedersi perché quasi 2 terzi degli iscritti non hanno preso parte all’assemblea e trarre le debite conclusioni. E’ un chiaro segnale di rottura. E invece no – incalzano Corti e Valisi – va avanti con la pervicacia di sempre. Già nel 2014 – ricordano i due ex Consiglieri comunali di Forza Italia – cercò di farsi legittimare con una lettera in cui ci sarebbe stato chissà quale imprimatur dietro alla sua nomina a coordinatore. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. I metodi sono sempre gli stessi e noi – aggiungono i ‘dissidenti’ – prendiamo le distanze da questo modo di far politica”.

Ma a questo punto, sorge spontanea la domanda, qual è la posizione dei due ‘fuoriusciti’?
Noi – rivendicano – siamo orgogliosamente di Forza Italia, ma questo scenario non ci appassiona per usare un eufemismo. Preferiamo lavorare su cose concrete. Ci stiamo incontrando con altre persone del centrodestra che come noi vogliono lavorare sui programmi”.
Salario sociale, adozioni di vicinato per chi riscoprire la solidarietà tra persone della medesima comunità, il tema del dopo di noi, recupero delle aree dismesse.
E’ questa l’agenda del gruppo Corti- Valisi che non è un mistero guardano con estremo interesse alla candidatura a sindaco di Emanuele Torreggiani.

Parliamo di cose serie – argomentano i due – perché è demenziale continuare a decidere su chi dovrebbe decidere. Iniziamo a confrontarci sui programmi e le proposte per la città. Per farlo – concludono– non servono medagliette da appuntarsi al petto basta essere cittadini che hanno a cuore MagentaAntonio ValisiPiero Corti”.

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