I ‘Brontoli’ di Andrea Noè e del Magentino al Giro delle Fiandre: il reportage

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    Riceviamo e volentieri pubblichiamo

    Il Fiandre vero e quello del Varesotto

     

    ROBECCO MAGENTA – “B” come Belgio, ma anche “B” come bicicletta, ma anche il Varesotto non scherza! Così gli amatori del ciclismo e della bicicletta della Brontolo bike (una grande “B” anche qui!) si sono divisi sulla randonnée per amatori in Belgio e la “Varese Van Vlaanderen”, risultando il gruppo più numeroso

    Il giorno prima del Giro delle Fiandre dei professionisti si svolge la randonnée che vede la partecipazione di 16 mila amatori sullo stesso percorso, suddiviso in quattro tracciati da 74 a 234 km con tante rampe, i famosi “muur”, e i tremendi tratti di “pavè”. Solo dal vivo danno il vero senso della fatica e del vigore che tutti i ciclisti, a partire da quelli “veri” devono esprimere per trionfare o anche solo “difendersi” su queste strade.

    Il più duro è sicuramente il Koppenberg, con tratti dichiarati al 22% di pendenza e poi i leggendari Oude Kwaremont, Paterberg e il Grammont. Spettacolari. “B” come Belgio, ma anche “B” come bicicletta che qui è sacra. E poi l’iniziale “B” è di Bartoli, Bortolami, Bugno e Ballan, l’ultimo italiano a vincere la Ronde van Vlaanderen (il Giro delle Fiandre) nel 2007. Quest’anno “B” sta anche per Brontolo bike, e il raffronto non sembri irriverente, grazie al piccolo gruppo di sei magentini (cinque nella foto) e un vigevanese che hanno pedalato la randonnée con la nota divisa giallo fluo, immancabilmente riconosciuti da tanti italiani con il saluto “Ciao brontolo!”. Dove c’è sfida e passione i brontoli non mancano mai!
    Una fantastica festa in Belgio, esattamente come nella seconda edizione della “Varese Van Vlaanderen”, manifestazione ciclistica nostrana non agonistica che va a esplorare i muur del Varesotto, in concomitanza con il Giro delle Fiandre dei professionisti. L’idea intorno a cui ruota la Varese Van Vlaanderen è venuta a un gruppo di appassionati dell’Asd cicli Turri di Gallarate: i muri ci sono anche nel Varesotto, e nel dialetto di queste parti diventano effettivamente “muur”, basta solo andare a cercarli ed esplorare anche quelli più nascosti e misconosciuti.
    Per questa occasione anche le salite note ai ciclisti della zona vengono tradotte in fiammingo: il Caramamma diventa Karamomberg, la rampa in pavè dal ponte del borgo vecchio di Castiglione si trasforma in Kastilionenberg e infine il “muro di Taino” in pavè, diventa il Tainenberg.
    Per questa seconda edizione la novità principale è stata il luogo di partenza e arrivo, all’ippodromo di Varese, con qualche variazione dei percorsi che da due sono passati a tre: uno corto da 70 km, 11 muur e 1.200 m di dislivello, uno medio da 102 Km, 18 muur e 1.600 m di dislivello, infine uno lungo da 128 Km, 26 muur e 2.200 m di dislivello.
    Nonostante le previsioni meteo non ottimistiche e una debole pioggia nel primo mattino, che poi ha lasciato spazio al sereno in prossimità dell’ora di inizio, sono stati circa 1.000 i partenti su oltre 1.400 iscritti.
    L’associazione sportiva dilettantistica Brontolo bike, capitanata dal presidente Andrea Noè, con 65 iscritti (il gruppo nella foto), ha primeggiato sulla Sc Genova e la Borsanese. Una grande giornata di festa in bici, senza agonismo e senza classifiche, nello spirito del vero amatore.
    (Un ringraziamento particolare ai due “inviati” Andrea Malini ed Enrico Borgo)

     

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