Hospice Magenta: la vecchia équipe lasciata a casa

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    MAGENTA – Ha scelto tanto ironico, quanto amaro, Daniela Carnaghi, presidente dell’associazione ‘Insieme per l’Hospice’ per descrivere quanto sta accadendo all’interno della struttura socio sanitaria magentina. ‘Aspettando Godot’, attacca così la Carnaghi per rilanciare quanto sta succedendo dopo il precedente duro atto di accusa dei primi di maggio (vedi qui https://www.ticinonotizie.it/riceviamo-pubblichiamo-hospice-magenta-che-succede/  )

    Ora la notizia, all’epoca già annunciata, è che con oggi 31 agosto scade il rapporto di collaborazione tra operatori sanitaria dell’équipe e l’Hospice. L’occasione per Daniela Carnaghi per esprimere parole di sincero ringraziamento per quanto fatto in questi anni da tutto lo staff. 

     “Ahimè il 31 agosto è giunto è quello che s’aveva da compiere domani avverrà, gli ultimi turni verranno svolti, come da agenda. Qualche azione l’abbiamo posta in essere per rendere meno crudele questa separazione imposta.  Sebbene ci sia molta amarezza in noi volontari per come siano andate le cose, oggi scriviamo per RINGRAZIARLI TUTTI  uno ad uno per aver operato in struttura con encomiabile dedizione. 
    E’ da anni che conosciamo la maggior parte di loro. Li abbiamo visti scettici al nostro arrivo: si proprio come quando arriva uno straniero, non si sa cosa venga a fare. Poi invece cadute le prime barriere, la conoscenza reciproca ha permesso di trovare l’intesa. Sempre molto attenti con i malati terminali, da ricevere da parenti, familiari e conoscenti in visita apprezzamenti, riconoscenza per la loro preziosità del fare e soprattutto dello stare accanto. Questa capacità la si può apprendere, è vero, però se è solo frutto dell’esperienza, risulta un pò artificiale e questo lo si coglie.
    Tanto hanno dato e tanto assorbito. 
    Chi sempre dolce, chi più scostante ed altalenante nel relazionarsi. 
    Eppure in hospice l’emozione impera. 
    Per non essere scotomizzanti con la sofferenza necessitano conoscenza e gestione, non cieco accantonamento e questo i nostri hanno saputo mettere in atto, non sottraendosi. 
    Li abbiamo visti ridere, piangere, allontanarsi, riflettere, osservare, partecipare, ascoltare le storie di quelle vite che si affievolivano sempre più davanti ai loro occhi, come bambini increduli verso il manifestarsi misterioso della vita e della morte
    Non dimenticheranno mai queste esperienze straordinarie per intensità e profondità.
    Sul filo della precarietà continua, salvo qualche attimo di smarrimento alle reiterate voci di fine rapporto, non sono venuti meno al compito di offrire un ottimo servizio assistenziale. Lo hanno fatto con dignità, sebbene fossero feriti nel cuore e nelle speranze.
    Auguriamo loro di trovare opportunità lavorative soddisfacenti e li salutiamo calorosamente con un grande abbraccio esprimendo la nostra gratitudine.
    Auguriamo loro soprattutto di non trovare più chi li sfrutti, li illuda o li lasci senza guida, senza vicinanza, ingenui ed esposti ai mari tempestosi.
    Grazie a LUCIA, CORINNA, TEO, GASPARE, SIBI, EMIL, JULIETTA, MICAELA, LELLA, EUGENIA, ANTONIETTA da parte dei volontari e di tutti coloro che in questo periodo mi hanno comunicato riconoscimenti per voi, Grazie!”.

    Ricordiamo che contestualmente nei mesi scorsi è partita la ricerca di nuovo personale da destinare all’équipe dell’Hospice avviata dalla Asst Ovest Milanese a far data appunto da questo settembre.

    “Ma chi affiancherà, essendo fuori tutti i vecchi componenti, i nuovi arrivati nell’assunzione delle nuove mansioni? La qualità di assistenza e cura finora certa in Hospice come sarà garantita? E da chi?”. Queste alcuni degli interrogativi (e dei timori) sollevati dalla Carnaghi. La risposta arriverà ‘sul campo’ nelle prossime settimane.

    F.V.

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