Gli studenti Magentini premiati nella memoria di Giovanni Lami

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MAGENTA – Sala Consiliare ‘Mariangela Basile’ animata, nel tardo pomeriggio del giorno della ricorrenza di San Biagio, dalla presenza di un gruppo di giovanissimi e dei loro familiari. L’occasione è la consegna di quindici riconoscimenti al merito da 150 euro e tre borse di studio da 500, quale premio – i primi – all’impegno scolastico di studenti, residenti in Città, che hanno concluso, nello scorso anno scolastico, il triennio delle secondarie di primo grado con il massimo dei voti e quale sostegno economico – le seconde – al proseguimento del percorso di formazione di ragazzi che hanno conseguito con successo il diploma di maturità.

Ad introdurre la cerimonia è il vicesindaco, Simone Gelli (tra le sue deleghe, le Politiche Scolastiche), visibilmente soddisfatto della realizzazione dell’evento, dopo il fermo della pandemia, “grazie alla volontà di ripartenza di quanti hanno collaborato con me nella preparazione del Bando di concorso per l’assegnazione delle borse e dei riconoscimenti, intitolati all’indimenticato assessore Giovanni Lami”.

E di questi – tra i presenti la moglie Pinuccia– Gelli loda l’azione messa in campo nella costruzione di piani dell’offerta formativa per valorizzare e rendere peculiare ciascun Istituto cittadino. “L’auspicio è che si continui a premiare, qualunque sia l’Amministrazione Comunale, i più meritevoli”, conclude.

Quindi è il Sindaco, Chiara Calati, a spronare gli studenti ad interrogarsi ed essere consapevoli dei propri talenti.

“Chiedetevi, decidete cosa volete diventare nella vita. Realizzarsi è importante … e complimenti a tutti”. E, adesso, conosciamoli i nomi di questi eccellenti studenti: Alessia Conforti, Giulia Pate, Dario Santalucia (borsa di studio), Francesco Baietta, Lorenzo Barenghi, Elisa Bognetti, Sophie Lonati, Martina Picciotto, Matilde Pinotti, Amanda Porta, Lorenzo Porta, Chiara Rosa Maria Radaelli, Claudia Saveri, Emma Simondo, Greta Vitale, Benedetta Vitiello e Xu Hanfei Selina (riconoscimento al merito). Chissà se qualcuno di loro ha già deciso cosa, citando il Sindaco, “diventare nella vita”? Lo domandiamo a Matilde, a Giulia e a Chiara Rosa Maria. “Il medico”, asseriscono le prime. “Il neurochirurgo”, afferma l’ultima. Effetto pandemia? Forse un pochino.

 

 

Hanno riflettuto sulla fondamentale importanza della professione. “Però – precisa Matilde – c’è il problema del numero chiuso da risolvere … almeno un ampliamento ci vorrebbe!”. In bocca al lupo (Viva!) a ciascuno di voi e ad maiora semper !

 

Franca Galeazzi

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