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Giuseppe Conte e il vistoso flop di comunicazione (televisiva, ma non solo)

Di Federico Gennaccari- I dati Auditel meglio dei sondaggi: i due Matteo battono Conte 25 a 7

Su Orwell.live abbiamo trovato una interessante riflessione sulla recente performance televisiva del Presidente del Consiglio

 

Il maggior rischio per un politico è quello di montarsi la testa, pensare di essere diventato onnipotente, perdere il contatto con la realtà e, soprattutto, pensare che gli italiani siano stupidi e che si lasciano prendere in giro. Quando si arriva a quel punto il risveglio è sempre brutto perché scopri di colpo, e in maniera brutale, che le cose non stanno così. L’ultimo che sta facendo questa scoperta è il presidente del consiglio, Giuseppe Conte.

Ci sono vari mezzi per misurare il consenso politico, a partire dai sondaggi che, però, possono sempre essere soggetti a errore di campione o di interpretazione (ecco perché non sempre collimano cin la realtà e, possono essere diversi da istituto a istituto). Due però sono gli indici che non ammettono replica: in primis, naturalmente, le elezioni poi… gli ascolti televisivi, i “famigerati” dati Auditel.

Visto che per le elezioni politiche – a Mattarella piacendo – bisognerà attendere ancora chissà quanto tempo accontentiamoci intanto dei dati Auditel. Questi hanno clamorosamente premiato il confronto tra i due Matteo (Salvini-Renzi), anche se trasmesso in seconda serata, mentre hanno impietosamente bocciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte in prima serata su Rai Uno.

I dati parlano chiaro: la puntata di Porta a Porta di Bruno Vespa con i due Matteo è stata seguita da 3.808.000 spettatori con il 25.4 % di share (percentuale di persone collegate). Picco di spettatori (4.589.000) alle 23,41, durante il botta e risposta su Quota 100, e picco di share, alle 23,56, con il 34%. In totale oltre 8 milioni e 775 mila contatti e una permanenza media sulla trasmissione pari al 43% del totale. Un record assoluto.

Un record, ma questa volta in negativo, anche per lo Speciale Tg1 che, ospitava il due volte premier, Giuseppe Conte. Lo share si è fermato al 7% con 1.571.000 spettatori. Uno dei risultati peggiori per Rai Uno da quando esiste l’Auditel.
Mentre parlava il presidente del Consiglio gli italiani hanno preferito girare su “Amici Celebrities” di Canale 5 o su “Rocco Schiavone” di Rai2. Persino “Chi l’ha Visto?” di Rai Tre ha ottenuto un risultato migliore. Il presidente del Consiglio ha rischiato di essere superato persino dalla piccola ReteQuattro che schierava l’agguerrito Mario Giordano con il suo “Fuori dal Coro”.

Un colossale flop che passerà alla storia della Tv e della comunicazione politica. Un totale fallimento, anche perché lo Speciale Tg1 era stato “inventato” appositamente, sembra su richiesta di Palazzo Chigi.

Giuseppe Conte, infatti, voleva riprendersi la scena, rubatagli dallo scontro Salvini-Renzi. Pensava di vincere facile, andando in prima serata e obbligando l’emittente a dedicargli un grande monologo. Invece è andato incontro al “suicidio”, ottenendo l’effetto contrario.  Il suo flop ha amplificato l’ottimo risultato dei suoi maggiori rivali (l’uno come leader dell’opposizione, l’altro come suo probabile sostituto a breve).

L’errore di Conte o del suo staff di comunicazione è stato, proprio quello di voler tenere un monologo invece che un contraddittorio. Un errore dettato da eccessiva autostima. Oppure da timore. Bisogna vedere, infatti, se adesso accetterà la proposta di un confronto tv con Salvini.
Solo così capiremo se ha raggiunto il “punto di rischio” citato all’inizio dell’articolo.
L’ostinazione nel sentirsi superiore al giudizio del popolo può solo peggiorare la situazione e portare ad altri disastri, non solo di comunicazione.

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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