‘++Giro d’Italia, anche Robecco e Pontevecchio in festa: 30 anni dopo Bugno, ‘Alè Moschetti Alè’

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    PONTEVECCHIO DI MAGENTA – ROBECCO Non solo Abbiategrasso, ovviamente. Il Giro d’Italia, che partirà tra meno di un’ora, ha letteralmente trasformato e tinto di rosa le strade dell’est Ticino.

    Sono soprattutto Robecco sul Naviglio e Pontevecchio di Magenta, da cui transiteranno i corridori e tutta la carovana rosa, ad essersi distinte per colori, immagini e presenza.

    Robecco ovviamente si prepara ad incitare e salutare Matteo Moschetti, atleta che sta disputando il Giro e purosangue robecchese; ed ecco che se in piazza XXI Luglio spunta un Alè Moschetti Alè, sulla deviazione per Pontevecchio dopo il ponte carrabile spunta il vecchio e glorioso striscione in auge dai tempi del grande Gianni Bugno, due volte campione del mondo, vincitore (anche) del Giro (come ricordiamo nel pezzo) e residente per anni a Carpenzago.

    Spazio ovviamente anche per Andrea Noè, la maglia rosa più anziana nella storia del Giro, oggi facente ancora parte del ciclismo professionistico, la sua grande passione sin da ragazzo tramutata in carriera sportivo-agonistica  e non solo.

    Ovviamente non poteva mancare il Principato di Pontevecchio: la frazione magentina, dove vive un altro grande corridore come Andrea Piccolo, è listata a ‘rosa’ col Principe Enzo Battistella che ha agghindato le vetrine del proprio negozio di biciclette. Da lui, e dalla comunità del Principato, il benvenuto  al Giro e ai suoi corridori.

    Per quanto riguarda la viabilità, tra Abbiategrasso, Robecco, Magenta  e la statale 11 i disagi si protrarranno sino a circa le 14 di oggi.

     

    IL GIRO 1990 DI GIANNI BUGNO

    La tappa di oggi fa ovviamente correre la memoria al 1990, l’anno in cui Gianni Bugno si aggiudica il Giro. Bugno, classe 1964 e portacolori della Chateau-d’Ax-Salotti, sorprende tutti fin da subito, lasciando il segno nella crono inaugurale di Bari. Vince con 3″ su Thierry Marie e 9″ su Lech Piasecki, due grandi specialisti di questo tipo di prove. LeMond gli concede 29″, Fignon 31″. A 26 anni, Bugno va alla ricerca dei suoi limiti, e corre il Giro del 1990 senza alcun tipo di scrupolo, senza risparmiarsi un attimo. Stupisce giorno dopo giorno e su ogni terreno. Conquista la seconda tappa, quella di Vallombrosa, mentre chiude secondo nella cronometro di ben 68 chilometri di Cuneo a soli 6″ da Luca Gelfi. Fignon è costretto al ritiro. L’ultimo rivale rimane Charlie Mottet, che prova a mettere in difficoltà la maglia rosa di Bugno nel tappone dolomitico del Pordoi. Il francese lo attacca sulla Marmolada, ma Bugno risponde e, sulla salita verso il Pordoi, è lui stesso a scandire il ritmo. In cima, finge un guasto meccanico, e lascia il successo di tappa al transalpino; intanto il Giro lo ha già ampiamente vinto

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