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Gianni Versace: 20 anni fa, la morte del Genio italiano- di Emanuela Arcidiacono

Se penso a Gianni Versace, il primo pensiero che mi salta in mente è il simbolo della Medusa,” chi si innamora della Medusa non ha scampo“, soleva ripetere il celebre stilista, che aveva preso spunto dalla cultura neoclassica per quello che sarebbe stato il simbolo della sua maison. Grazie alla Magna Grecia da cui proveniva ( note le sue origini calabresi), gli elementi neoclassici caratterizzarono a lungo le sue collezioni.

Se penso a Gianni Versace non posso fare a meno di rivedere davanti i miei occhi il celeberrimo abito nero dalle spille dorate, estremamente intrigante, indossato da una giovanissima e semi sconosciuta, oltre che bellissima Elisabeth Hurley per accompagnare Hugh Grant in occasione dell’anteprima del film Quattro matrimoni e un funerale nel 1994.

 

La peculiarità per cui il vestito è diventato celebre era il fatto di essere tenuto insieme da numerose spille da balia d’oro di grandi dimensioni.L’abito è uno dei più iconici della storia della moda, e forse la creazione più conosciuta di Versace. Per un considerevole periodo di tempo dopo la sua apparizione, l’abito ebbe un’ampia copertura mediatica da parte di una vasta gamma di fonti. L’abito ebbe inoltre il merito di lanciare la carriera della Hurley L’abito viene spesso citato in sondaggi, come uno dei migliori di tutti i tempi.

Se penso a Gianni Versace, non posso che ricordare le stoffe di abiti, camicie, foulardes, Un caleidoscopio di suggestioni che si traduce in sete stampate coloratissime, motivi geometrici, forme audaci e tanto coraggio nell’uso dei materiali, dalla pelle trattata come un tessuto alla maglia metallica. Il tutto intriso di erotismo, quasi un’ossessione per lo stilista, teso ad esaltare il corpo femminile, anche ai limiti della provocazione, tra nude look e influssi sado maso. Ricordo che mia madre mi cucì su misura con una di queste coloratissime opere d’arte, riduttivo è semplicemente definirle stoffe, una camicia splendida, che spero venga ancora conservata nei suoi armadi.

 

La moda degli anni 80 e 90, la Milano da bere, le vere ed uniche top model una giovanissima Kate Moss, e poi Linda Evangelista, Cindy Crawford, Christy Turlington, Claudia Shiffer e soprattutto Naomi Campbell,(la sua musa, onnipresente in passerella e amica), che infiammavano la scena internazionale, con scandali ed immagini di copertine patinate, i migliori fotografi al mondo, come Richard Avedon, Bruce Weber e Herb Ritts, il merito di aver conferito a Lady Diana ( con cui aveva un rapporto di sincero affetto) un’immagine molto più sofisticata e glamour, dopo la separazione da Carlo, l’amicizia con Madonna, Elton John, George Michael e Prince.

Con lui la moda diventa spettacolo e lo spettacolo si fa soggiogare dalla moda. Come dimenticare tutto questo, come non ritrovare le influenze dello stile di Gianni anche sulle passerelle più attuali. Ma come scordare anche l’immagini del cadavere di Gianni, sulle candide scale in marmo della villa di Miami e le immagini del funerale nel Duomo di Milano con la commozione del fratelli Santo e Donatella, della principessa Diana e di Elton John….. Sono già trascorsi vent’anni da quei funesti momenti. Ma la figura e lo stile di Gianni Versace oggi sono più attuali che mai.

Emanuela Arcidiacono

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