Garattini: ‘6 mesi senza scuola, un danno pesante per ragazzi e ragazze’

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    La scuola elementare e media “è uno dei periodi in cui il cervello cresce di più. Non nasciamo già con tutto fatto: il cervello cresce e le sinapsi si moltiplicano in rapporto agli stimoli che si ricevono. In 6 mesi di mancato contatto”, con le scuole chiuse “e guardando a una situazione media non proprio virtuosa, abbiamo danneggiato fortemente i ragazzi”. Ne è convinto Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano.
    “Il lockdown – riflette il farmacologo, tirando le somme di quanto emerso da una ricerca condotta dall’Irccs sugli effetti della quarantena negli under 15 – è stato necessario e non c’è da discutere su questo. Ma si può discutere sul fatto che, come per tutti i benefici, ci sono sempre anche tutti gli effetti negativi. Non c’è niente che sia soltanto buono nella vita, per ogni cosa c’è l’altro lato della medaglia”. Uno di questi risvolti sono i danni collaterali per i ragazzi legati alla chiusura delle scuole, al contatto mancato con insegnanti e compagni di classe. “Perlomeno – ammonisce Garattini – qualche sperimentazione nel periodo di giugno si poteva fare. Lo strumento della sperimentazione non vale solo nel campo della ricerca scientifica ma in tutte le attività umane. Avremmo dovuto provare varie condizioni e mettere a disposizione quelle con il migliore risultato”.
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