Cultura/Tempo LiberoNews

Frida: un modo di essere dolci

Ha aperto a Magenta da qualche tempo, in via Cattaneo, la pasticceria – sala da Thè di Chiara De Fiori e Sara Camillo.

MAGENTA – E’ ‘Frida’ la ventata di dolcezza che da quasi un anno soffia in via Cattaneo. Sono  le mani di Chiara De Fiori e di Sara Camillo a sfornare quelle tante piccole tentazioni dai nomi suggestivi che colorano  il banco della Pasticceria-Sala da Thè. Che poi, citare le mani è una parzialità, perché quelle mani ubbidiscono con pazienza, delicatezza e precisione certosina alla passione e all’entusiasmo che spira dalla testa e dall’anima delle due pasticcere. “Faccio ciò in cui credo, faccio solo quel che mi appassiona, non  altrimenti” ,  afferma Chiara ( titolare di ‘Frida’), raccontandoci  come è giunta a mettere le succitate in pasta, dopo un’adolescenza passata sui campi da basket, dopo una laurea in Scienze Motorie ed esperienze di insegnamento.

foto 1foto 3Lei è una che ferma non sta, te lo dicono ancor prima delle parole, quei suoi occhi mobili, vivaci. “In un momento buio”, a trenta anni, nel 2013,  “ho cercato una scuola di alta formazione per diventare pasticcera (Cast Alimenti di Brescia)”. Detto, fatto. E fatto pure bene, con l’aggiunta di uno stage presso l’Accademico Maestro Pasticciere Gianni Tomasi di Verona, da cui era pure stata assunta (tutto ciò a conferma che il dolce nella vita aiuta). Poi la voglia di tornare a casa, di provare qui (bell’idea, le siamo grati) e lo ha fatto insieme a Sara, conosciuta a Brescia, alla scuola. Stessi occhi intelligenti, stessa grinta, stessa determinazione, stessa tensione nella ricerca della propria strada. “In ogni cosa voglio arrivare sino alla sostanza …”. Hanno scelto una intensa poesia di Boris Pasternak  per raccontarsi da una parete del locale. Sara, dal Friuli a Magenta. Ascoltando il proprio daimon, dopo la laurea in Giurisprudenza, viaggi e periodi di lavoro all’estero, eccola alla Cast Alimenti, poi con Lucca (sic per errore anagrafico) Cantarin a Padova e con posto di lavoro certo lei pire. Però, ama la sfida e la coglie con ‘Frida’ (perdonate la rima), affrontando  “con tanta forza di volontà i bastoni tra le ruote – dice – della burocrazia italiana che non incoraggia certo chi cerca di intraprendere …”. Chiara e Sara le vedi lavorare da mane a sera nell’attrezzato laboratorio. Per fare bene le cose (prego assaggiare i loro cannoncini, tanto per fare un esempio) la sveglia suona alle cinque. E per far le cose bene ci si aggiorna – è accaduto di recente – con il pasticciere francese Yann Duytsche. “Abbiamo lavorato con il cioccolato, ci si è aperto un mondo”, raccontano. E noi siamo pronti ad accoglierlo nelle nostre gole. Per far le cose bene si viaggia, si va alla scoperta di altri sapori, in Sicilia, a Siracusa da Brancato, si sceglie la “migliore materia prima”. E da dire ci sarebbe ancora parecchio: dell’impegno di Chiara per un croissant sempre più soffice, di Pollock, Paco, Dali, Sigmund, Vandick .. di tutti quei mignon belli e buoni (per dirla come il filosofo) che sono lì vegliati dallo sguardo intenso di Frida Kalo: suo il grande ritratto che domina la pasticceria ormai meta di molti (anche la novarese chef stellata Marta Grassi) per la colazione, la merenda, un thè (rigorosamente servito in foglie) o le paste della domenica.  Insomma…“La felicità passa anche attraverso la via dei dolci…”  o no?

Franca Galeazzi

Tag
Vedi Altro

Redazione

Redazione Ticino Notizie

Potrebbe Interessarti

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi