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Francesco Tisi incalza Chiara Calati: “Meno passerella e più sostanza”

L'avvocato magentino torna a farsi sentire e vede nero sul futuro turistico di Magenta

MAGENTA – Non c’è solo il “cavallo di battaglia” dell’autosilo di via Alcide De Gasperi – che peraltro continua a restare desolatamente vuoto – nella dialettica dell’avvocato Francesco Tisi, figura nota in città e che da tempo via social ‘esterna’ le sue riflessioni rispetto all’orizzonte prospettico che Magenta dovrebbe a vedere. Ma di cui al momento, a suo avviso, appare sprovvista.

Un’Amministrazione per dirla con l’avvocato che pensa volendo utilizzare una formula presa in prestito ai latini che pensa all’ hic et nunc ( “Qui e ora”) ma che rispetto allo sviluppo sostanziale di Magenta brancola nel buio.

Nulla di nuovo sotto il sole per le aree strategiche della città, dalla Saffa alla Novaceta, con un progetto – per quest’ultimo ormai ex sito produttivo –  seppur di logistica, già messo nero su bianco dall’Amministrazione Invernizzi, che ad oggi è stato soppiantato unicamente da una serie – e qui usiamo le parole del Sindaco Chiara Calati  testualmente proferite ad inizio anno – “suggestioni”. 

Così ci si limita, dunque, al “qui e ora” ai grandi eventi – vedasi il defilé di moda organizzato da The Corner Toni Magenta e a seguire la 100 esima edizione della Milano Torino – per rendere attrattiva la città.  Ma per l’avvocato in ultima analisi,  si pensa all’effimero perché passata la festa nulla o quasi, a suo avviso, resterebbe sul territorio. “Francamente – scrive Tisi su Facebook –  ignoro quale sia il futuro turistico che l’attuale amministrazione pensa per Magenta. Credo che solo il Parco del Ticino possa essere un richiamo per i “forestieri”. Non vedo, tuttavia, iniziative del Comune per dargli valore. Manca tutto. Non ci sono nemmeno strutture per l’accoglienza dei turisti”.   Dunque, un commento più che lapidario.

Quindi, il richiamo alle aree dismesse, di cui dicevamo sopra: “Magenta ha altri “tesori” da mettere a frutto (non con il turismo). Le immense aree industriali abbandonate dalla Novaceta e dalla Saffa aspettano, da anni, che gli amministratori della città si dedichino “anima e corpo”, per il loro recupero alla vita di Magenta. Vorrei, con rispetto, pregare il Sindaco di occuparsene personalmente. Lasci agli “altri” le feste e le corse”.

 

E va detto, per inciso, che in effetti le deleghe in materia di aree strategiche, a cui accenna Tisi sono proprio nelle mani del Sindaco Calati. Non un gioco da ragazzi, per carità, ma bisogna fare in fretta. Perchè Corbetta avanza spedita, Boffalora procede con il progetto Vetropack e Magenta non può continuare a stare a guardare.

 

F.V.

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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