Francesco Ippolito (Movimento 5 Stelle): “E’ mancata la voglia di osare”

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    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – “Vorrei ringraziare i 41.397 elettori del collegio di Abbiategrasso che hanno dato fiducia a me e al Movimento 5 Stelle permettendoci di arrivare al 24,66% davanti al candidato del PD Francesco Prina (22,72%). Mi sento in dovere di fare una breve analisi di questo voto. Michela Vittoria Brambilla viene eletta con il 47,33% dei voti (praticamente un plebiscito) e la Lega diventa saldamente il primo partito del Magentino con il 28,40%. Il 24% preso qui dovrebbe fare riflettere soprattutto se confrontato con la nostra media nazionale di oltre il 32%. Forse, sarebbe servito un po’ più di coraggio su alcuni temi che, nonostante fossero nel nostro programma nazionale, sono stati tenuti fuori dalla campagna elettorale forse per paura di essere “confusi” con la Lega. Ovviamente sto parlando in primis di immigrazione e sicurezza.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Nel nostro programma c’è scritto, nero su bianco: “5.000 assunzioni nella Polizia di Stato, costruzione di due nuove strutture carcerarie e fine di amnistie, indulti e depenalizzazioni. Valutazione in un solo mese se un migrante abbia diritto a stare in Italia o meno e redistribuzione in Europa dei rifugiati automatica e obbligatoria. Rimpatrio dei migranti irregolari.” In parole povere, parliamo del rimpatrio di 92 clandestini su 100 e dello smistamento in Europa dei rimanenti 8! Né più né meno di quanto diceva la Lega. Stesso discorso per le pensioni e la Fornero. Quota 100 e quota 41 sono gli stessi obiettivi della Lega ma loro lo hanno comunicato come un mantra e noi no. Pensioni minime a 780 euro era più serio e realistico di Berlusconi ma si è detto poco. A questo avremmo potuto aggiungere la riduzione dell’orario di lavoro, tema fortissimo portato avanti da noi per 5 anni con tanto di relazione “Lavoro 2025” e poi stranamente “dimenticato” in campagna elettorale. In più noi avevamo un programma serio e ben strutturato in favore delle attività produttive, sulle infrastrutture a partire da energia e connettività e mille altre proposte fondamentali per il nord che oggi è frenato da uno Stato assente dove serve e presente (con la burocrazia) dove non dovrebbe. E, infine, dato di non poco conto, eravamo gli unici credibili visto che TUTTI gli altri avevano già governato fallendo sempre miseramente. Quindi se abbiamo avuto un grande risultato al sud e un pessimo risultato al nord, non lo dobbiamo alla “forza” del centrodestra, ma è solo ed esclusivamente colpa nostra nel non aver spinto temi che abbiamo nel nostro programma ma che qualche fenomeno della comunicazione considerava “inopportuni”. Io invece considero “inopportuno” il risultato raggiunto. Vincere qui sarebbe stato comunque difficile ma avevamo le potenzialità per giocarcela e, invece, qui al nord, abbiamo quasi la metà dei voti del centrodestra, rischiando di trasformare la vittoria nazionale in una vittoria di Pirro”.

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