Fipe-Confcommercio: bar e ristoranti, che disastro. 22mila imprese hanno chiuso

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    MILANO Oltre 22mila imprese chiuse, ristori insufficienti, sfiducia ai massimi. Il settore della ristorazione esce a “pezzi”, dopo un anno di pandemia con un’ aspettativa di “profondo rosso per il 2021”, perche’ “nessuna vera ripresa arrivera’ prima del 2022”. E’ quanto emerge dal “Rapporto Ristorazione 2020” di Fipe-Confcommercio.
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    “Il sacrificio sociale che e’ stato assegnato al nostro settore, non e’ stato sostenuto da misure compensative adeguate per salvare il settore dalla mortalita’”, afferma Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio Secondo il rapporto, per l’89,2% degli imprenditori i sostegni sono stati poco (47,9%) o per nulla (41,3%) efficaci.
    Il 2020 si e’ caratterizzato per un numero eccezionalmente basso di nuove imprese avviate: 9.190 a fronte delle oltre 18 mila aperte nel 2010. Per contro, i dati Infocamere certificano la chiusura nell’anno della pandemia di 22.250 attivita’. Il valore aggiunto generato dalle imprese della ristorazione e’ precipitato in un solo anno di 33 punti percentuali. La sfiducia e’ ai massimi storici: nel primo trimestre 2021 crolla a -68,3% l’indice di fiducia sul futuro per gli imprenditori della ristorazione rispetto al 2020.
    Dal primo lockdown ad oggi, spiega Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio, “gli imprenditori dei Pubblici Esercizi hanno vissuto una vera e propria odissea, dovendo fare i conti con il crollo del loro fatturato, l’impossibilita’ a pianificare la loro attivita’ e una diffusa sensazione di accanimento dei provvedimenti, non giustificato dai dati, nei loro confronti”.
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