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Finalmente la strage fascista della Padregnana (ottobre 1944) ha nomi e cognomi

ROBECCHETTO – E’ stato recentemente pubblicato su internet l’Atlante delle stragi naziste e fasciste che raccoglie anche i tragici eventi che sono avvenuti nel nostro territorio, tra cui quello della Padregnana. L’intera operazione culturale è stata finanziata dalla Germania con quattro milioni di euro: una sorta di ‘riparazione collettiva’ di quanto nazisti e repubblichini fecero dopo l’8 settembre 1943.
Una Commissione italo-tedesca ha recentemente concluso i lavori che sono stati coordinati, dal punto di vista scientifico, dal professor Paolo Pezzino, autore di un recente libro su quanto avvenne nelle ‘Zone di Guerra’, pubblicato da ’Il Mulino’. Sono state catalogate ben 1187 stragi fasciste che contarono circa tremila vittime, tra cui quella della Padregnana per la quale i nazisti ‘delegarono’ i brigatisti neri della ‘Resega’ per l’esecuzione – sulla riva destra del Naviglio – dei quattro partigiani rhodensi.
Al di là delle stragi fasciste, per quelle naziste (rappresaglie, rastrellamenti, lo stupro delle donne…) il rammarico più evidente è legato al fatto che nessuna vittima è stata risarcita e la Germania si è sempre nascosta dietro l’immunità assoluta che ogni Stato sovrano ha secondo il diritto internazionale. Non solo, ma ci fu anche una congiura del silenzio sulle spinose questioni che hanno visto l’apparato giudiziario renitente e gli Italiani non hanno mai insistito più di tanto per avere giustizia. Con qualche lodevole eccezione.
Oggi, per lo meno, dopo più di settant’anni, conosciamo i nomi e cognomi degli assassini, anche se la ricerca storica non è ancora finita (l’eccidio di Robecco, del quale parleremo prossimamente in merito ad un libro di Mario Comincini, ne è la prova). Qui sotto pubblichiamo quanto contenuto nell’Atlante:

DESCRIZIONE
Località Robecchetto con Induno, Robecchetto con Induno, Milano, Lombardia
Data 13 ottobre 1944
Matrice strage Fascista
Numero vittime 4
Numero vittime uomini 4
Numero vittime uomini adulti 4
Descrizione: I cinque furono arrestati da appartenenti al distaccamento di Rho della VIII BN Aldo Resega poche ore dopo l’uccisione della ausiliaria e spia fascista Lilia Ferrari, avvenuta ad Arese per mano dei Gap alle 11.30 del 13 ottobre. Ferocemente torturati nella sede di Rho, furono poi condotti a Legnano dal capitano Torlaschi e dopo una mezz’ora, caricati su un furgoncino e portati sulla riva del Naviglio nella campagna del comune di Robecchetto con Induno, dove vennero immediatamente fucilati e i loro corpi gettati nelle acque del canale. Cesare Belloni, ferito, riuscì fortunosamente a salvarsi.
Modalità di uccisione: fucilazione
Violenze connesse: sevizie-torture
Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri
Tipo di massacro: rappresaglia
Estremi e note penali: Carminati Sante, milite della BN Resega, accusato di aver partecipato alla fucilazione dei quattro partigiani, fu condannato l’11 gennaio 1946 a dodici anni di reclusione con le attenuanti per la minore età. Il 25 febbraio 1947 la Corte di Cassazione annullò la sentenza e rinviò per un nuovo giudizio sulla capacità di intendere e volere alla Cas di Como. Malvicini Egidio, accusato di aver contribuito alla denuncia e all’arresto dei partigiani successivamente fucilati, fu assolto il 22 marzo 1946.
Scheda compilata da Giovanni Scirocco e Luigi Borgomaneri

FOTO Il cippo sulla riva destra del Naviglio che ricorda l’eccidio durante la tradizionale commemorazione (è stato restaurato, qualche anno fa, a spese di uno dei parenti delle vittime)

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