Diritto & Rovescio

Festa della Repubblica: la Costituzione non è il libretto rosso di Mao

Al di là delle parate militari ( alle quali mancano, come sempre, i due soldati prigionieri degli indiani ) la festa della Repubblica dovrebbe essere l’occasione per rileggere la Costituzione, cioè la Legge fondamentale sulla quale si regge la Repubblica Italiana. In realtà, la Costituzione è stata in piò occasioni sventolata nel corso di manifestazioni organizzate dalla sinistra, ovvero oggetto di spettacoli televisivi da parte del comico Roberto Benigni. Ovviamente a questi Signori, fa comodo richiamare solo alcuni degli articoli della Costituzione “ dimenticandosi “ di altri. In verità tante cose che non funzionano in Italia derivano, proprio, dalla violazione di principi e precetti della carta costituzionale. Il primo esempio è clamoroso. L’art. 1 dice che l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. Quanto al “ fondata sul lavoro “ viene da chiedersi come questo principio possa coesistere con la tassazione selvaggia di tutto quanto concerna il lavoro. Chiunque crei posti di lavoro, viene tassato per il solo fatto di aver creato posti di lavoro e di pagare stipendi. Quanto alla natura democratica della Repubblica è un principio fondamentale, secondo il quale tutte le istituzioni e la vita dello Stato devono corrispondere a criteri democratici. Questo spiega perché il 50% dei cittadini italiani alle ultime elezioni non si sia recato a votare. Se i candidati li scelgono Berlusconi e Renzi senza nessun concorso democratico dei cittadini, perché io devo andare a votare questi Signori ?. In realtà l’art. 49 della Costituzione recita “ Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale “. E’ evidente, che un partito politico che è costituito da un feudo personale di un soggetto che tutto decide contrasta per principio con la natura democratica della Repubblica. Il Ministro di Grazie e Giustizia Orlando, che è comunista, ma intelligente ha detto recentemente che vanno ripensati i partiti politici che dovrebbero essere obbligati ad avere statuti democrati consoni alla Costituzione. Lo stesso vale per i Sindacati. L’art. 39 della Costituzione dice chiaramente che i Sindacati dovrebbero essere registrati e condizione per la loro registrazione è un ordinamento interno a base democratica. Siccome i Sindacati italiani non hanno un’organizzazione democratica, solo irregolari eppure, in palese contrasto con la Costituzione, continuavano ad avere rappresentanza pubblica e milioni di Euro di contributi a vario titolo. Come la mettiamo, poi, con i Presidi “ democratici “ che vietano il presepio e la messa a scuola per non urtare gli allievi di fede mussulmana quando la rilevanza della religione cattolica, rispetto alle altre, emerge dagli articoli 7 e 8 della Costituzione? Parimenti, è solo con artifizi dialettici che può giustificarsi il finanziamento – diretto o indiretto – alle scuole non statali, vietato espressamente dall’art. 33 della Costituzione: “ Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato “. E’ noto, comunque, che la Costituzione può essere modificata secondo il processo di revisione previsto dall’art. 138 della Carta Fondamentale. Orbene, l’art. 114 della Costituzione dice che la Repubblica è costituta dai Comuni, dalle Province dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Ebbene, come sanno anche i bambini dell’asilo il Parlamento ha abolito le Province senza modificare ai sensi dell’art. 138 il sopracitato art. 114. Per questo nessuno scende in piazza agitando la costituzione. Ma vi sono aspetti anche più leziosi e divertenti. L’art. 16 recita “ Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e di sicurezza “. Peccato che se vi fermate a dormire in albergo a Milano e Roma, dovete pagare 6 Euro a testa ai relativi Comuni per ogni notte “ di libero soggiorno “. Meglio di tutti ha fatto il Comune di Torino, dove non solo ignari dell’art. 16 ma anche dell’art. 33 (l’arte e la scienza sono libere ma anche l’insegnamento ) fa pagare 50 Euro ai pullman che portano i vostri figli a visitare il Museo Egizio. Ovviamente, il proprietario del pullman scarica il costo sui passeggeri. Comunque, imbattibile rimane sempre il Comune di Venezia, che fregandosene del fondamentale principio di uguaglianza dell’art. 3 della Costituzione fa pagare i vaporetti pubblici la metà ai veneziani ed il doppio agli altri cittadini italiani. Insomma, se si cercasse di applicare la Costituzione invece di stravolgerla, le cose andrebbero molto meglio. Anche perché la Costituzione l’hanno scritta Parri, Togliatti, De Gasperi, Nenni, Pertini, Malagodi. Mentre le modifiche dovrebbero scriverle gli attuali membri del parlamento che in 210 hanno già cambiato casacca dopo le elezioni passando da destra a sinistra e da sinistra a destra. Alla faccia della Repubblica “ Democratica “.

Giovanni Marradi

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