Festa del Sole, Abbiategrasso ‘risparmiata’ dagli unni. Ma non dalla boria antifascista

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    ABBIATEGRASSO – Sono le 19.30 di un caldo sabato d’inizio luglio. Ai tavoli del bar Castello c’è Omar Pedrini, ex leader dei Timoria. Davanti a lui, al presidio organizzato da Anpi ed antifascisti, una settantina di persone. Provenienti da diversi paesi limitrofi. Abbiatensi pochini, assai. Un’ora prima, alla conferenza sull’intelligenza artificiale alla festa del Sole di Lealtà Azione nei prati del quartiere fiera, 450 persone sedute e un centinaio in piedi.

    Non si tratta di una mera comparazione numerica, ma della dimostrazione che gli strepiti e le urla del megafono antifascista hanno ‘sparato’.. a salve. La cosa che ci ha sorpreso maggiormente, venerdì mattina, è stato leggere su di un autorevole settimanale il timore di scontri, di violenze, di disordini, che in ultima analisi sarebbero stati da mettere in conto al sindaco Cesare Nai. Forse, un colpo di sole (giornalistico).

    La verità, adesso che è lunedì e il busto del Cavallotti è rimasto al suo posto,così come il castello Visconteo, l’alberatura dell’Allea e ovviamente il quartiere fiera di via Ticino 72, a certi professionisti del panico preventivo vorremmo si chiedesse il conto. Perché va bene disapprovare o dissentire, ma attorno alla Festa del Sole ed a Lealtà Azione si è scatenato un pandemonio mediatico che poco o nulla aveva a che vedere con la realtà.

    Lo si leggeva sul volto dei colleghi giornalisti che venerdì sera, in 2 ore di dibattito su autonomia e sovranismo, non hanno potuto far altro che prendere atto di come si stesse svolgendo un semplice dibattito. Nessun rituale esoterico o esaltazione dei forni crematori, come qualche imbecille ha scritto alla vigilia.

    La boria aggressiva dell’antifascismo radicale (che peraltro ha espresso il suo dissenso in modo pacifico, colorato e civile) è stata sconfitta da centinaia di ragazzi, ragazze e meno giovani che si sono ritrovati in via Ticino a condividere una visione del mondo e della storia certamente dissonante rispetto a chi sventola falce e martello, ma pienamente inserita nel contesto della dialettica democratica. Fatevene una ragione cari antifascisti abbiatensi, che di concittadini  ne avete coinvolti davvero pochini (quasi nessuno, oltre ai soliti e ben noti), e che forse dovreste domandarvi come mai, anche in termini numerici, siete stati surclassati dai ragazzi e ragazze di LA.

    Chissà se poi qualcuno si prenderà la briga di chiedere scusa a Cesare Nai, additato di collaborazionismo neonazista e delle peggio cose, in realtà coraggiosissimo nel difendere l’idea liberale della garanzia di concedere la parola a tutti, purché senza metodi violenti. E si tranquillizzi pure il professor Gianni Mereghetti, assieme a certi cattolici storicamente strabici: nessuna lezione di suprematismo in salsa romena. Non è successo niente di grave, nessuno ha colpito a morte la democrazia e il vivere civile.

     

    Festa del Sole 2- Antifascisti 0, la palla torna al centro. E anche, ne siamo certi, al prossimo carosello. Considerando che le sigle aderenti ai vari presidi erano più di 50, in buona sostanza ciascuna ha portato uno, due, massimo tre aderenti. In termini di rappresentatività, non una figura propriamente eccelsa, gentili signori di rosso vestiti.

    Andrà meglio la prossima. O forse no. Casomai, fate tesoro della lezione. Potrebbe esservi utile.

    Fabrizio Provera

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