Facebook e la lezione di Umberto Eco sui quattro imbecilli

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     “I social media? danno diritto di parola a legioni di imbecilli”, parola di Umberto Eco. Era questa l’opinione del noto studioso mancato agli inizi del 2016. Partiamo da qui per tornare, ancora purtroppo, sulla vicenda di cronaca del povero Souleman mancato l’altro giorno nella sua stanza, presso l’ex Casa Vincenziana di via Casati a Magenta.

    Per noi e in primis per il nostro capocronista Graziano Masperi, era una ‘semplice’ ancorché tragica, notizia di cronaca da dare. Per due ordini di motivi. Il primo: la giovane età del ragazzo, vent’enne morto improvvisamente nella sua camera. La seconda: il fatto che questi fosse un richiedente asilo ospite da poco più di un anno del Centro di Accoglienza Straordinaria di Magenta, un luogo sensibile, di cui in ossequio alla trasparenza, cerchiamo di raccontare tutto ciò che avviene da quattro anni a questa parte. Espulsioni, disordini, così come le iniziative d’integrazione, quando queste vengono messe in atto.

    Insomma, una notizia e basta. Poi è arrivato l’odio, la bile. Ma forse, molto più semplicemente, gli imbecilli di Umberto Eco. Benché dubbiosi davanti alla chiusura tranchant dell’illustre professore, gli abbiamo dovuto dar ragione dinanzi ad alcuni sproloqui. Che cosa brutta, molto brutta, sono andati avanti per giorni. 

    Come abbiamo scritto già in un altro pezzo, la pagina facebook del nostro quotidiano on line si è trasformata in una sorta di arena. Una pattumiera a cielo aperto. Abbiamo deciso di lasciare lì tutto, per qualche giorno, così che ognuno, l’opinione pubblica in primis, potesse farsi un’idea della fauna (per fortuna una minima parte) che popola i social network.

    Nostro malgrado, la notizia dei ‘quattro imbecilli’ di Eco è diventata un affare di cronaca nazionale. Milano Today, La Repubblica e poche ore fa anche La 7 si è interessata alla vicenda che ci vede, seppur di riflesso, protagonisti involontari.

    Non cancelleremo nulla ancora per un po’. Perché abbiamo deciso di dare massima disponibilità ai colleghi che si stanno occupando della questione.  Dopodiché abbiamo convenuto di eliminare da facebook questa monnezza. Non prima però, di aver salvato accuratamente queste “perle” che valuteremo successivamente in quali sedi utilizzare. 

    I primi a saperlo siete voi cari lettori. Ve lo diciamo in segno di massima trasparenza ma più ancora perché siete il nostro patrimonio più importante. Per fortuna, vi conosciamo da tempo, abbiamo imparato ad apprezzarvi come voi (speriamo) continuate ad apprezzare il nostro lavoro quotidiano. Della monnezza poco c’importa. E’ un po’ come quando si schiaccia una m… per strada. Ogni tanto capita. Si dice che porti fortuna e si tira avanti”.

    F.V.

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