Fabrizio Cecchetti e Massimo Garavaglia ‘papabili’ per i posti da Viceministro e Sottosegretario

    128

     

     

    ROMA – Fatto il Governo, parafrasando un celebre adagio ora bisogna fare Viceministri e Sottosegretari.

    Ancora qualche giorno di attesa per vedere completato in ogni casella il nuovo esecutivo 5 Stelle-Lega di Giuseppe Conte.

    I numeri, per la squadra ministeriale, stando a quanto rivela Il Giornale dovrebbero esser stati già decisi: si parla di 20 sottosegretari e 5 viceministri grillini da controbilanciare con 15 e 3 equivalenti salviniani. Totale 43, anche se resta possibile che i sottosegretari possano aumentare un po’, fino a un massimo di 50.

    Qualche altra ambascia la vive Salvini all’Interno, perché se dovesse portare con sé Gianni Tonelli, finirà per rinunciare a un altro fedelissimo, Stefano Candiani, dirottato al gruppo per sostituire Centinaio. Fabiana Dadone, invece, è una papabile per il Viminale espressa dai 5s. Braccio di ferro all’Economia, dove dovrebbe restare in sella il dg di Padoan, Roberto Garofoli, per i «vice» e i sottosegretari del ministro Tria. Il grillino Stefano Buffagni sembra favorito rispetto a Laura Castelli, mentre per i leghisti si fa il nome di Alberto Bagnai. Altissime le quotazioni del brillante Armando Siri, «mente» della Flat tax e delicato anello di congiunzione con Forza Italia. Anche Michele Geraci, che ha lavorato al programma, dovrebbe entrare in via XX settembre. Allo Sviluppo-Lavoro di Di Maio, snodo cruciale delle politiche di rilancio del governo, favoritissimo il già ministro-elettorale pentastellato, Lorenzo Fioramonti. Ma si parla anche di Vincenzo Spadafora, in qualità di superfedele braccio destro di Di Maio. Se Buffagni, non la spuntasse al Mef, sarebbe dirottato in via Flavia, visto che lì le poltrone sono due: troppe e troppo pesanti per l’inesperto capo dei 5s. Per la Giustizia (o un ministero economico) si fa strada in quota grillina il nome del senatore Elio Lannutti, sempiterno patròn dei consumatori, così come alla Cultura Primo Di Nicola potrebbe sbaragliare la concorrenza di Michela Montevecchi, nonostante sia di prima nomina. Anche Marta Grande e Andrea Cioffi sono in pole position per Istruzione e Infrastrutture, così come Manlio Di Stefano per gli Esteri. Luca Frusone e Gianluca Vacca aspirano, rispettivamente, a Difesa e Istruzione. In casa Lega, posti «certi» quelli di Edoardo Rixi e Nicola Molteni (Mise), Guido Bonomelli (Trasporti), Lucia Bergonzoni (Ambiente), Angela Colmellere (Comunicazioni) e Barbara Saltamartini (Sanità).

    C’è insomma parecchio spazio per il grillino di Milano Stefano Buffagni, così come per l’emergente leghista di Cantù Nicola Molteni.

    Nell’Est Ticino ci sono due papabili per un posto (soleggiato) al Governo: i due deputati leghisti Massimo Garavaglia e Fabrizio Cecchetti. Garavaglia, forte delle sue esperienze pregresse e delle competenze maturate, è un candidato ideale per un sottosegretariato economico (anche perché conosce gli antri più nascosti ed influenti dei palazzi del potere romano), ma delle chance forse ancora maggiori le ha Fabrizio Cecchetti, che dopo l’ingresso nel Consiglio Federale (l’organo più importante in seno al Carroccio) è ormai proconsole di Matteo Salvini e uno dei 5, 10 leghisti maggiormente in vista.

    Diciamo che, molto probabilmente, almeno uno dovrebbe farcela. Questione di tempo. Poco, peraltro.

    F.P.

    Articolo precedenteBareggio, successo per la serata di FDI con Magdi Allam e il ‘Corano senza veli’
    Articolo successivoLa storia della Battaglia narrata dagli appassionati (VIDEO)