Estate dell’82: l’Italia vinceva il mondiale, io la Maturità

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    Cara e vecchia maturità di una volta, dove sei finita. Era luglio, un tempo la maturità andava molto “più per le lunghe”. L’esame era tosto, più insidioso, ognuno giocava un ruolo ben preciso e si doveva “segnare”, bene e subito. Nessuna traccia, nessuna mappa interattiva, nessun credito più o meno racimolato negli anni, nessun arduo problema sull’etica o sui “massimi sistemi”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Eravamo diciannovenni, io, di anni, ne avevo 18 (avevo fatto la primina). i temi erano di quelli che se non avevi studiato sodo nel triennio non scrivevi neppure una riga. Letteratura dell’Ottocento, Dante (e magari il Paradiso, che era più ermetico) scoperte mediche, prima guerra mondiale, il fauvisme, domande approfondite, facce sconosciute di professori che arrivavano da altre città. Ti interrogavano, ascoltavano seri chiedevano approfondimenti, niente tesina da cui partire, un clima da Santa Inquisizione.

    Maturità doveva essere e …. maturato dovevi essere! Nel coraggio del confronto con commissari esterni, nelle domande in lingua inglese sulla guerra dei Boeri in sud Africa, su quella della Crimea, sul pensiero  kantiano (foto sotto)  ed il pessimismo leopardiano.Che cosa sono? I miei  elementi principali della maturità del ‘82.

    Quella sì che era qualcosa di terribile! Questa di oggi è solamente un “lontano parente”. Senza voler nulla togliere a nessuno!

    A partire dal voto: oggi chi arriva a 60 si dimostra scontento, chi lo otteneva allora esultava per anni. Il punteggio, infatti, era espresso in sessantesimi (e non in centesimi come ora). Il 36 era l’obiettivo minimo ma, a differenza di adesso, anche chi usciva dalla superiori con una sufficienza “stiracchiata” se l’era dovuta guadagnare e sudare. Perché il sinonimo della maturità di una volta era solo uno: difficoltà.

    Se non altro per il clima che si respirava: un solo commissario interno e ben cinque esterni, quattro docenti più il presidente. Tra l’altro il voto si decideva tutto in sede d’esame; i crediti scolastici non c’erano ancora. La mia notte prima degli esami orali li ricorderò per sempre!

    ….. un silenzio irreale in città, si giocava la finale dei mondiali, si tratteneva il fiato. 11 luglio 1982, stadio Santiago Bernabéudi Madrid, Italia contro i tedeschi occidentali. Il muro era ancora là a dividere Berlino.

    3-1, Marco Tardelli ed il suo ‘urlo’ dopo il gol, Italia campione del mondo …. la televisione continuava a ripetere …. Italia campione del mondo. Il giorno dopo ero divenuta “matura”.

    Laura Giulia D’Orso

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