ESCLUSIVO – Eccovi Cristina Chiappa, che ‘in dote’ al Parco Ticino porta ascolto, sorriso e gentilezza

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    MAGENTA –  “Cristina Chiappa, 43 anni, è il nuovo presidente del Parco del Ticino dopo esserne stata la vicepresidente negli ultimi 9 mesi. Il consiglio si completa con Braghieri, Brogin, Bernini e Signorelli. L’elezione è avvenuta oggi a Villa Castiglioni. Succede a Gianni Beltrami.

    Il Parco Lombardo della valle del Ticino ha una superficie di circa 91.800 ettari, di cui circa 20.500 tutelati a Parco Naturale, e comprende l’intero territorio amministrativo dei 47 Comuni lombardi collocati lungo il tratto del fiume Ticino compreso tra il lago Maggiore e il fiume Po, nelle province di Varese, Milano e Pavia”

    Sono passati quasi esattamente due mesi dalla nomina di Cristina Chiappa alla presidenza del Parco Ticino. Il tempo necessario per rendersi conto di cosa significhi essere a capo del primo parco regionale della storia italiana, del più grande parco fluviale d’Europa.

    Eletta in quota Lega, partito nel quale milita da diversi anni ormai, Cristina Chiappa ha svolto un ‘apprendistato’ lungo 9 mesi, durante i quali ha ricoperto la carica  di vicepresidente al fianco di Gianni Beltrami, che ha retto villa Castiglioni nei 5 anni precedenti, salvo poi diventare il 26 maggio scorso sindaco di Besate.

    La parola che immediatamente ci ‘induce’ il suo argomentare rimanda a una definizione (estesa) del termine gentilezza: ‘Promuovere l’attenzione e il rispetto verso il prossimo, la cortesia dei piccoli gesti, la pazienza, la cura, l’ascolto dei bisogni degli altri senza dimenticare i propri. E anche «urbanità», intesa come modalità di comportamento che ci fa vivere in società armonizzandoci con essa e contribuendo attivamente affinché un luogo, un posto, sia più felice’.

    Abbiamo incontrato il neo presidente (che non dà in ismanie per essere chiamata presidentessa: è di per sè un buon segno..) assieme alla collega ed amica Patrizia Ansalone, che da molti anni segue (e molto bene) la comunicazione dell’ente Parco.

    L’impressione che ne abbiamo ricavato è quella di una persona lontana mille miglia da certo immaginario teso a dipingere gli agit prop della Lega: è una ragazza sorridente, gentile, che parla a voce bassa, che saluta ed ascolta.

    Paiono caratteristiche normali, ma non sempre lo sono per chi riveste cariche politiche, anche importanti.

    Sono nata nel 1976 ed abito a Parabiago, mi sono formata al Liceo Rebora di Rho, dove mi sono maturata alle Magistrali, laureandomi poi in Relazioni Pubbliche allo Iulm. Dopo aver conseguito un master in marketing e comunicazione, dal 2001 ho cominciato a lavorare a Milano in agenzie di comunicazione e pubblicità. Ho avuto la fortuna di veder nascere quasi da zero quella che allora si chiamava new economy: un mondo che cambiava a ritmo forsennato, ma che mi ha aiutato e che tuttora mi aiuta parecchio. Una carica pubblica che viene dopo aver lavorato per anni nel privato, tanto più nel settore dei new media e della comunicazione, trae indubbio giovamento dall’aver svolto questo lungo apprendistato’.

    Cristina nel frattempo matura sia la passione politica, iscrivendosi alla Lega, sia quella per le danze irlandesi. Ha preso infatti lezione da Gens d’Ys, gruppo popolare in tutta Italia (e non solo) e presenza abituale al Festival di Terra Insubre a Marcallo.

    Non è una leghista che sgomita, non urla, non alza la voce… Balla ancora a ritmo d’Irlanda? ‘Certo, il ballo resta una mia grande passione! Ovviamente il tempo libero che mi resta è molto meno, specie adesso, ma mi piace molto ballare e partecipare ad eventi dove si esibiscono gruppi artistici ispirato all’Irlanda, che è una terra magnifica”.

    Prima di ‘ascendere’ alla presidenza, per Cristina Chiappa arriva dapprima la nomina nel Consiglio di Gestione del Parco, autunno 2018. Avendone le caratteristiche ed essendoci aperta la finestra delle nomine, Cristina fa il suo ingresso in quota Lega.

    Senza sgomitare. Per imparare.

    Come accaduto successivamente nei nove mesi da vicepresidente, il mio atteggiamento è stato quello di chi ha la serena ma assoluta convinzione di dover imparare. Fare politica è un conto, amministrare è un altro. Io non avevo ricoperto alcuna carica in precedenza, non ero stata né consigliere comunale né assessore. Per questo mi sono messa in ascolto”.

    E il rapporto col presidente Beltrami com’è stato?

    Gianni, a differenza mia, è una persona che vanta lunga esperienza politica e che era già stato amministratore locale. Da ex bancario (lavorò per anni alla gloriosa Banca Popolare di Abbiategrasso, nda) è stato molto attento alla quadratura dei bilanci e dei numeri, in questi anni attività tutt’altro che facile. E posso testimoniare che, in silenzio e senza proclami, nei cinque anni passati ha messo in sicurezza i conti del Parco dandoci la serenità contabile e finanziaria. Non era né facile né scontato, ma lui ci è riuscito. E gli va dato atto, perché poi queste cose passano in secondo piano troppo spesso’.

    E non è un caso che, a fine ottobre, al centro Fagiana, sia stato proprio il presidente uscente a pronunciare il discorso preliminare al voto che, in modo unanime, ha portato Cristina Chiappa alla presidenza.

    Cosa ricorda di quel venerdì, la neo numero uno di villa Castiglioni? “Francamente non molto, ero assai emozionata, lo si è visto chiaramente mentre sono incespicata dando il via ai lavori da vicepresidente e quindi reggente, dopo le dimissioni di Gianni. Ricordo il voto, i complimenti, le strette di mano e i sorrisi. Si, ammetto, è stata una grande emozione”.

    Da lì è cominciata la reggenza quinquennale di Cristina Chiappa e del nuovo Consiglio: due donne e tre uomini, persone che non vengono da esperienze pregresse lunghe decenni, fondamentalmente nuove. Come si trova a lavorare con loro, il nuovo presidente? “Debbo dire molto bene e con sintonia, mentirei se dicessi il contrario. Io non ho smesso di imparare, posso farlo anche adesso, forse più di prima, ascoltando i consigli di persone più esperte di me nei vari campi di applicazione della nostra attività. E’ un buon team, sono certissima che potremo tagliare traguardi importanti, lavorando assieme e nella giusta direzione. In un ente come il Parco le differenze politiche sono meno pressanti che altrove, una volta stabilito l’indirizzo e le linee guida si può remare nella stessa direzione. Del resto, parliamo di Fiume Azzurro..”

    E quali saranno le line guida del Parco Ticino, da qui ai prossimi 5 anni? “Una rinnovata fase di ascolto. Sto pensando di mettermi a disposizione di sindaci, amministratori, comunità locali girando nei Comuni e nelle città principali, da Pavia a Milano fino a Varese. Serve dinamismo, serve più comunicazione, abbiamo giacimenti di inestimabile valore come i produttori agricoli e le aziende. Possiamo, dobbiamo condividere di più e meglio questo patrimonio inestimabile, come peraltro già fatto durante la gestione Beltrami. Ma adesso che Milano sta trainando innovazione, settore del wine & food, col nuovo polo scientifico e di ricerca sull’area Expo a Pero, che diverrà uno dei più importanti al mondo,dobbiamo capire che essere a 10 o 20 chilometri da Milano è- in questo momento storico-un plus senza eguali”.

    Ambiente e sviluppo economico sono conciliabili? ‘Certamente’, risponde senza esitazione, ‘sappiamo di vivere a ridosso di aree conurbate e industrializzate, io sogno start up di giovani che sappiano coniugare la bellezza della natura con le nuove tecnologie. Che nascono, basta pensarci, proprio per questo: ridurre le distanze mantenendo inalterate le caratteristiche morfologiche di un territorio. Sapendolo proporre di più e meglio. Inoltre siamo lontani dagli anni dello sviluppo immobiliare sfrenato, oggi abbiamo altri modelli a cui guardare, una tutela dinamica del territorio che pensa la crescita in un modo assai diverso da com’era concepito ieri. E poi il Parco del Ticino è ricco di Bellezza, naturale, storica e architettonica: e la Bellezza produce ricchezza, benessere, identità”.

    E che atteggiamento intende mantenere, in che modo ispirare la reggenza e la presidenza di un ente così prestigioso, essendo una giovane donna? “Con umiltà, infondendo ogni giorno le prerogative tipiche di una donna. Che può mettere determinazione ma anche sensibilità, decisionismo ma anche cura dei dettagli e degli atteggiamenti con cui le decisioni si assumono. Ma soprattutto, come quella che è perfettamente conscia di dover ancora imparare ed ascoltare i consigli di chi ne sa più di me. Per fortuna, ce ne sono parecchie di persone a potermene dare..”.

    Finisce così, l’intervista. Dal 1974 ad oggi sono passati 45 anni, durante i quali il Parco del Ticino ha assunto una connotazione (e un prestigio) decisamente rilevanti, dimostrando l’avvedutezza di chi- in tempi lontani- ebbe la classica visione pionieristica che porta a immaginare il futuro.

    E il futuro, al Parco del Ticino di villa Castiglioni, dove un secolo prima  che il Consorzio nascesse si combatté la battaglia di Magenta, ci dimostra che non serve scendere in piazza brandendo effigi ittiche per riportare in politica la gentilezza. Si chiude così un anno del tutto particolare per Cristina Chiappa. O forse no, ci dimentichiamo qualcosa.. Ah si, tanto per non farsi mancare nulla, molto presto (anzi prestissimo) si sposa..  E allora, tanti auguri anche da Ticino (nomen omen..) Notizie.

    Fabrizio Provera

     

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