Elogio del sergente Hartman

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    Digitando “sergente” su Google il primo risultato è “sergente Hartman”, un personaggio nato dalla penna di Gustav Hasford e il cui nome letterario è Gerheim diventato, però, icona grazie a Full Metal Jacket, pellicola del 1987 firmata da Stanley Kubrick. Agli inizi degli Anni Ottanta, infatti, il regista di Arancia Meccanica e Barry Lindonl egge, per caso, la storia del giornalista e marine americano Hasford, veterano del Vietnam che narra la sua vicenda in Nato per uccidere, titolo poi riportato sull’elmetto di uno dei protagonisti del film, quel soldato Joker che nelle intenzioni di Kubrick avrebbe dovuto rappresentare la rivolta, la ribellione dell’uomo alla guerra e alle sue atrocità.

    Un’opera devastante Full Metal Jacket che sconvolge il genere cine-bellico  molto più di quanto abbia fatto la pellicola uscita l’anno prima, Platoon. In FMJ, infatti, la barbarie non è figlia di un militare impazzito ma un elemento ricorrente, che diventa man mano quasi normale. E inizia ad esserlo dai primi secondi: le urla e il linguaggio triviale del sergente con le reclute è un leit motiv che accompagna lo spettatore per tutto il primo tempo o, forse, per il resto della sua vita. Già, perché Hartman in trent’anni è diventato icona nazional pop, metafora estrema (ed ironica) del “gerarchismo” e della tirannia assoluti.

    Com’è il nuovo capo?

    Tipo il sergente di FMJ

    Una delle tante parodie sul web

    Una delle tante parodie sul web

    Insomma, il personaggio interpretato da Ronald Lee Ermey (nella vita ex sergente istruttore dei Marines) è entrato nella nostra quotidianità con il suo carico di parolacce e di umiliazioni che, stranamente, ci portano più a sorridere che a provare un vivo senso d’orrore.

    Ed ecco, allora, che spot tv, sketch e una valanga di video su YouTube ripropongono figura e battute del Drill Sergeant Instructor ; nelle ultime ore, poi, il web si è scatenato per ricordare l’attore appena scomparso. E quale modo migliore di ricordare se non citare, ancora una volta e a memoria, le sue indimenticabili battute? Battute pesanti, di una cattiveria totale che non manca però di suscitare il riso:

    Tu succhi una pallina da un lato all’altro del tubo per innaffiare!” tanto per citare una delle più soft.

    Un comico involontario, dunque, amato a tutti i livelli persino da chi il mondo militare preferisce guardarlo da lontano. E non solo: insieme ai reduci di Clint Eastwood (celebrati in Gunny e in Gran Torino) e al Sergente Foley di Ufficiale e Gentiluomo, Hartman è anche simbolo di quel politicamente scorretto che in fondo piace a tutti perché fa ridere, perché mette in discussione certi paradigmi un po’ ipocriti del sistema (buonismo, finto interesse per gli altri, cortesia fine a se stessa) ma, soprattutto, perché è popolare e viscerale fino in fondo. E che non è tanto lontano dalla realtà… almeno in America!

    Marco Petrelli (da www.barbadillo.it)

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