Elezioni/5, Decorambo torna alla Camera ‘dal collegio’ Magenta-Abbiategrasso-Rozzano

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MAGENTA ABBIATEGRASSO  “Torno dopo dieci anni in Parlamento. E’ stata una breve pausa”. Scherza sulla sua lunga carriera Riccardo De Corato, eletto alla Camera con oltre il 48% dei voti nel collegio uninominale Lombardia 1- Rozzano, decano, insieme a Ignazio La Russa, della destra milanese e lombarda.

“Conosciamo i tempi magri – racconta ad Askanews De Corato, 70 anni, che iniziò la militanza politica nel Msi a fine anni Settanta, poi aderì ad Alleanza Nazionale e infine a Fratelli D’Italia – Adesso abbiamo attraversato il deserto e ci siamo presi due grandi soddisfazioni: è la prima volta nella storia repubblicana che la destra avrà probabilmente un premier. Secondo, cosa che ha fatto impazzire Enrico Letta, è che dal dopoguerra ad oggi c’è una donna candidata a palazzo Chigi e viene dalla destra”. “Letta è arrivato al punto di spiegare a Giorgia Meloni come si fa a essere donna”, dicendo che ‘una donna può essere maschilista’. Li siamo arrivati alla paranoia concreta, e lì ha gettato tutta la sinistra del pd. La povera Boldrini era completamente nel pallone, e più di lei Letta”. Più volte consigliere comunale a Milano, consigliere regionale lombardo in carica, ex assessore alla Sicurezza fino a un mese fa, Riccardo De entrò in Parlamento nel 1994 primo governo Berlusconi, ed vi è rimasto fino al 2013 per quattro legislature, di cui due al Senato e due alla Camera. “In questo bel clima che hanno creato, gli italiani hanno capito che dovevano mettere fine a questo squallore elettorale. Non si può fare una campagna con tutto l’odio che ci hanno buttato addosso. Siccome veniamo da una storia antica, queste cose sappiamo come affrontarle e Giorgia le ha affrontate così bene che ha vinto”. Con Fdi che raddoppia i consensi della Lega in Lombardia, sarà ancora Fontana il candidato alla presidenza della Regione? “Lo stesso è accaduto in Veneto. Ci sarà un tavolo, a febbraio e marzo si vota in diverse regioni e si dovrà trovare un equilibrio. Bisognerà ragionare. Una risposta a Letizia Moratti, come ha detto Daniela Santanché, bisogna dargliela, perché è stata ministro, presidente della Rai? non possiamo non rispondere. Salvini ha risposto” riconfermando la candidatura di Fontana “ma non il resto della coalizione. Anche se un partito ha il doppio come cifra dell’altro e c’è chi dice che gli altri con questi numeri non toccheranno palla, noi non lo vogliamo. Ma la quadra va trovata su tutta la questione, non c’è solo la Lombardia che vota”. Lo sconfitto Salvini sarà un alleato leale? “Salvini dovrà abituarsi a stare al governo, e quando si sta al governo si difendono i governi. Con Draghi era possibile” sostenerlo e punzecchiarlo, “era una maggioranza variopinta. Ora dovrà fare quello che fa il leader di una maggioranza votata dagli elettori: auspico che difenda questo governo per cinque anni”.

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