Elezioni 2018: fra tanti nani un gigante, Roberto Formigoni- di Emanuele Torreggiani

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    Accade, pur in questa campagna elettorale dai toni grevi e dai temi involontariamente comici, di ascoltare un politico di rango. Lo si riconosce dall’eloquio lontano tanto da alchimie ideologiche quanto da aleatorie alleanze. Capace, cogliendo l’imperio della realtà, di ammutolire ogni angolo distratto della platea. Accade che il politico di rango, estraneo al consueto priapismo, illustri gli anni che stiamo vivendo prospettandone un comune destino. Di un ceto medio, la borghesia nostra: dall’operaio all’artigiano al commerciante al professionista, il grande popolo, massacrato dalla crisi economica che, strutturalmente, ne ha eroso la fiducia nella prospettiva vitale, infatti non si nasce più in questa penisola, più le preci dei vagiti. Accade che, di là d’ogni complottismo di esoterica matrice, dimostri quanto la politica sia schiacciata dal potere finanziario. Una potenza sovranazionale detenuta da pochi soggetti capaci di decidere per nazioni e continenti. Accade che il politico di rango richiami la semplice misteriosa verità della vita che nasce da un uomo e da una donna. Accade che si senta dire quanto siano nominalistiche, per dire banalmente all’ultima moda, tutte le sovrastrutturazioni sul gender (seghe mentali, n.d.r.).

    Accade che il politico di rango richiami la cristianità, matrice della cultura occidentale e della sua polisemica espressione nella libertà: politica, culturale, economica ed anche, certo, anche culturale. Accade che il politico non si arroghi la supremazia partitica ma auspichi, proprio perché politico di rango, la necessità della mediazione richiamando così quel “in medio stat virtus”. Quel “mezzo” che richiama il senso reale di “fare”, con le elezioni imminenti, una politica per governare il popolo senza tradirne culto, cultura, opere e storia. Quindi il politico di rango chiede alla platea di discernere tra gli schieramenti e che ciascuno faccia confluire al centro il proprio “voto utile”. Utile perché capace, tanto nell’immediato futuro quanto nel passato prossimo, di dare stabilità e di stemperare, con la necessaria mediazione virtuosa già ben definita dall’Aristotele nell’Etica nicomachea, ogni intemperanze estremista.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il politico di rango si chiama Roberto Formigoni. Applaudono Luca Del Gobbo, candidato alla Regione Lombardia; Carolina Pellegrini, candidata alla Camera; Alessandro Colucci, candidato alla Camera. Il partito si chiama “Noi per l’Italia”. Votiamoli.

    Emanuele Torreggiani

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