#Elettorando- Meno male che la campagna elettorale c’è.. di Federico Sarri

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    Di Federico Sarri

    Un po’ retro’, un po’ nostalgici, molto anni Novanta: gli inni, ufficiali e ufficiosi, dei partiti.

    Quella in corso – diciamolo – è una campagna elettorale noiosa: poche idee, molto fumo e niente arrosto. Quando non ci si attacca agli errori degli altri (vedi la “Rimborsopoli” targata Movimento 5 Stelle), si rischiano grandi sparate (vedi la “razza bianca” del candidato leghista Attilio Fontana) o imbarazzanti silenzi (guidati dal buon senso o dalla paura? Chiedere a Matteo Renzi e al Pd).

     

    Così, abbiamo rispolverato gli inni che hanno accompagnato le campagne elettorali degli ultimi anni. Ve li presentiamo qui, in un ordine ben preciso, quello dato dai sondaggi. Avviso: se siete rigoristi della musica, forse è meglio abbassare il volume.

     

    Movimento 5 Stelle

    Ad oggi, il partito con il maggiore consenso: il 27,3 per cento dell’elettorato (dati: EmgAcqua-La7). La canzone è stata scritta e cantata da Fedez (proprio lui) durante un evento e da lì utilizzata più volte. Si intitola “Non sono partito” e sembra un biscotto inzuppato una tazza di populismo. “Milioni di elettori addormentati per vent’anni davanti ai televisori” e “In parlamento non c’è spazio per i disonesti, sono già al completo” sono solo alcuni esempi. Ricorda molto il primo grillismo, quello che faceva del grido “Onestà, onestà” il proprio mantra. Ora, rimborsi alla mano, i tempi sono cambiati.

     

     

    Partito Democratico

    Il secondo partito d’Italia (23 per cento, EmgAcqua-La7) ha un inno, “Respiro Democratico” di Cristian Umbro e Adriana Ruocco, che però non viene mai utilizzato. Negli anni recenti, i dem si sono fatti riconoscere per uscite musicali di ben altro tenore. Come dimenticare “Lo smacchiamo” cantato sulla terrazza del Nazareno? Era il Pd di Pierluigi Bersani, quasi un’epoca (politica) fa. Ancora più datata è “I am PD”, coraggiosa emulazione del circolo milanese 02PD sulle note di YMCA. Amarcord.

     

    https://www.youtube.com/watch?v=wZEiXALzWZA

     

    Forza Italia

    C’è poco da fare: è l’unico inno “politico” della storia contemporanea davvero riuscito. In Italia, perlomeno. “Forza Italia”, composto da Renato Serio nel 1993 ma scritto dallo stesso Berlusconi, è l’accompagnamento musicale del terzo partito d’Italia (16,1 per cento, EmgAcqua-La7). Quando si parla di Forza Italia, però, non si può citare l’altro “capolavoro” musicale del centrodestra: “Meno male che Silvio c’è”. Due inni colmi di nostalgia degli anni Novanta, se non fosse che Berlusconi è ancora attore di primo piano della scena politica. Con i pro e i contro del caso.

     

     

    Lega Nord

    “Sali Padania, fai sentire quanto è forte la tua voce”. Comincia così l’inno della quarta forza politica del Paese, la Lega Nord (12-13 per cento). Un inno alla secessione nato quando a guidare il partito c’era ancora Umberto Bossi e presto accantonato da Matteo Salvini. Ragioni estetiche? No, gli ambiti voti dei “terroni”.

     

    https://www.youtube.com/watch?v=TDDBfV2-YBQ

     

    Liberi e Uguali

    Secondo i sondaggi, la “nuova anima della sinistra” è ferma intorno al 5-6 per cento. E, tra le priorità, di certo non compare l’ideazione di un nuovo inno. Così, nei teatri e agli eventi dei compagni, suona sempre un grande classico: Bella ciao!

     

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