Elettorando (3), tutti i segreti delle elezioni 2018 svelati da Federico Sarri

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    I sondaggi, le alleanze, le dichiarazioni dei politici e molto altro ancora. La terza puntata di Elettorando, la nostra rubrica curata dal giovane studioso Federico Sarri: alla scoperta dei fatti dell’ultima settimana, verso le elezioni del 4 marzo.

    LA SETTIMANA IN PILLOLE

    Beppe Grillo ha un nuovo blog: nuova veste grafica, nessun riferimento al Movimento 5 Stelle (se non due piccoli collegamenti) e nuovi colori, con il giallo e nero che lasciano spazio al rosso e al bianco. Rottura con il partito da lui fondato? Da qualche tempo, l’ex capo politico dichiarava di volersi allontanare dalla politica. Ora di certo, con la costituzione della nuova Beppe Grillo srl, potrà riscuotere direttamente tutti i diritti sulla sua immagine.

    Pietro Grasso e i vaccini. In un tweet, il leader di Liberi e Uguali ha dichiarato che “È necessario mantenere l’obbligo, ma dobbiamo far sì che diventi una scelta volontaria, consapevole e responsabile”. L’affermazione ha fatto molto discutere per via dell’insensatezza di quell’obbligo volontario auspicato dal Presidente del Senato. Grasso ha poi spiegato più diffusamente in un post Facebook: obbligo per tutti, ma necessità di maggiore informazione.

    Unità di intenti ma non di idee. Scontro tra i leader del centrodestra sull’Europa. Silvio Berlusconi in settimana si è recato a Bruxelles per incontrare il Ppe e le istituzioni europee, dichiarando che un eventuale governo di centrodestra non sforerà il rapporto deficit/Pil del 3 per cento. Secca la replica di Salvini: “L’Italia non ha bisogno di garanti. Siamo una Repubblica libera e sovrana calpestata dagli interessi di Bruxelles e Berlino”. E dire che Forza Italia, come prossimo premier, propone proprio il Presidente del Parlamento europeo…

    Il nodo delle candidature. Il Partito Democratico sta pian piano sciogliendo le riserve sui candidati di Camera e Senato. Paolo Gentiloni correrà nel collegio di Roma 1, quello di Bologna sarà invece lasciato all’alleato Pierferdinando Casini (che sfiderà Bersani). E Maria Elena Boschi? A lei il collegio “sicuro” di Bolzano, dove l’accordo con Svp garantisce un’ampia maggioranza. Ben lontana dalla Toscana e dalle terre di Banca Etruria…

    Milano-Roma. L’ex candidato a sindaco di Milano Stefano Parisi, Energie per l’Italia, sarà il candidato del centrodestra alla presidenza della regione… Lazio. Un ritorno di fiamma per Parisi, nato nella capitale ma che vive a Milano da vent’anni. Nonostante la mancata intesa per entra nella coalizione nazionale di centrodestra, Parisi ha accettato l’invito di Berlusconi e sfiderà Zingaretti in Lazio. Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi (centrodestra) non sembra tuttavia intenzionato a ritirare la propria candidatura.

     

    I SONDAGGI

     La situazione fotografata dai sondaggi è pressoché stabile. A condurre è ancora il Movimento 5 Stelle: il suo consenso è al 27 per cento (Emg Acqua-La7). I pentastellati sono fermi lì: non guadagnano punti, ma nemmeno li perdono. Lo zoccolo duro c’è. Basterà per essere primo partito? Con molta probabilità, sì.

    Il Rosatellum, tuttavia, favorisce le coalizioni. E qui, il centrodestra unito ha un grande vantaggio: oggi vale il 37,7 per cento (Emg Acqua-La7). Continua la crescita di Forza Italia (16 per cento), che potrebbe essere la prima forza del centrodestra. La principale sfida della Lega e di Matteo Salvini sarà proprio recuperare quei due punti che li distanziano da FI. Stabile Fratelli d’Italia al 5 per cento. La “quarta gamba” oggi vale il 2,7 per cento.

    Delicata la situazione all’interno del centrosinistra che, secondo l’ultimo sondaggio di Emg, non sarà né la prima coalizione né riuscirà ad esprimere il primo partito. Il Pd si ferma al 23,7 per cento: quasi un punto in meno rispetto a un mese fa. Insieme,  PiùEuropa con Emma Bonino, Civica Popolare e Svp portano la coalizione di centrosinistra al 28,1 per cento. Liberi e Uguali, la formazione di Pietro Grasso fuori dalla coalizione, è stabile al 6 per cento.

    La simulazione dei seggi alla Camera effettuata da Emg rispecchia proprio questa situazione. Stante il margine di errore del 3 per cento, il centrodestra otterrebbe tra i 259 e i 299 seggi (sui 630 totali). Appaiati il Movimento 5 Stelle e la coalizione di centrosinistra, cui spetterebbero tra i 136 e i 179 voti a testa.

    Il trend è chiaro: gli italiani, dopo una stagione di forte personalizzazione segnata prima dalla figura di Silvio Berlusconi e poi da quella di Matteo Renzi, iniziano a preferire personalità politiche più empatiche, meno esuberanti, in grado di tranquillizzare e che godono di una buona reputazione presso settori trasversali dell’elettorato. Un discorso, questo, che vale per Gentiloni e Bonino. Di Maio è invece una figura più divisiva: il suo gradimento, infatti, corrisponde all’incirca a quello del Movimento 5 Stelle (rispettivamente 29 e 27 per cento).

    QUALE LEADER?

    Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Nessuno di loro sale sul podio dei leader politici più apprezzati dagli italiani. Secondo l’analisi di Nando Pagnoncelli pubblicata sul Corriere della Sera, gli elettori hanno molta più fiducia in Paolo Gentiloni (40 per cento), Emma Bonino (38 per cento) e Luigi Di Maio (29 per cento).

    Di Federico Sarri

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