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Duri coi deboli: la retorica dell’accoglienza

Avanti così
Duri con i deboli e deboli con i forti. Avanti così, prefetti. Ogni giorno, mi raccomando, un credito al populismo. Andate a collocare i migranti nei quartieri popolari, quelli dove si vede la povertà aumentare in modo esponenziale giorno dopo giorno. Fabbriche chiuse, pensioni al minimo sindacale, disoccupazione dilagante, due suicidi al giorno di cui nessuno parla, tra operai e piccoli commercianti che assistono alla flessione costante delle loro esigue attività. Mi raccomando, ordinate di caricare sempre e con durezza i deboli e lasciate mano libera alla canaglia che distrugge, in cortei autorizzati, le vie delle metropoli. Credo, fuor di retorica, che questa storia dell’accoglienza sia solo ridotta non a cristianità, che nessuno deve misconoscere, ma a interessi. Troppe cooperative, grandi e piccole, troppe onlus; tutto un mondo, perlopiù opaco, che vive e ingrassa sui contributi pro capite migrante. Intanto i nostri disoccupati che si impicchino pure, che mangino la carne una volta al mese, che gli pignorino anche le mobilia in formica. Duri coi deboli e deboli coi forti, mi raccomando. Avanti così!

Emanuele Torreggiani

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