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Dopo il Sessantotto… il 69 ! “Woodstock e noi”, sabato 27 luglio giornata ‘rock peace and love’ a Cuggiono

Pare singolare ma… dopo il 68, stando ai numeri ed alle cronache, arrivi il 69. Ed eccoci qua: allunaggio e rock’n’roll . Ci siamo!

Ipazia Abbiategrasso Sessantotto

CUGGIONO – Lo scorso anno il territorio dell’Est Ticino (come noi amiamo chiamarlo e come lo viviamo, già lo sapete!), ci regalò una bella iniziativa – piccola, certo, ma dignitosa e molto friendly – legata agli psichedelici Anni Sessanta ed al ’68 (come vissuti in quel di Abbiategrasso), grazie alle brave donne di Ipazia, (sempre attente, sempre libere, sempre sul fronte della creatività) che ci organizzarono una mostra con eventi dedicati al 1968, anno di cui, evidentemente ricorse, nel 2018, il 50 ° . Pare singolare ma… dopo il 68, stando ai numeri ed alle cronache, arrivi il 69. Ed eccoci qua: allunaggio e rock’n’roll . Ci siamo!

1969 ORMA ARMSTRONG LUNAAnnus mirabilis il 1969: “un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, come tramandano le cronache e le dichiarazioni leggendarie. Qualcosa portava la nostra incontentabile razza (umana) a voler superare le barriere del qui ed ora, del mondo sensibile delle res extensae… Bizzarro che a schiacciare la levetta dell’interruttore (macchinari Nasa od amplificatori musicali) ci fosse anche qualche manina molto poco spirituale (la competizione tra i due blocchi USA ed URSS, per i viaggi spaziali) ovvero qualcosa di molto sensuale per i viaggi mentaliCerto che la stessa levetta fu cliccata da movimenti, onde, forze di natura sociale e collettiva. La coscienza, la presa di coscienza, il desiderio di rompere con lo status quo, di lanciarsi verso nuovi e sconosciuti orizzonti dove le leggi della fisica terrena e di una società ingessata non sarebbe state più le stesse… .

Woodstock 1969

1969 allunaggio

Se il 20 luglio, dopo anni di sforzi e temerarietà scientifica, l’Apollo 11 arriva sulla Luna ed Armstrong fissa l’impronta dell’uomo sul satellite dei sogni, tra il 15 ed il 18 agosto nello stato di New York e più precisamente in un paesino chiamato Bethel, un evento portò la luna sulla terra, attraverso la musica rock di un movimento giovanile oramai incontenibile. “La Fiera della Musica e delle Arti di  Woodstock”, il nome ufficiale della manifestazione che da lì in poi sarà universalmente nota come “Woodstock”. Un coacervo di genialità, di trasgressione sonora, di liberazione di energia: “peace & 

love”, la bandiera, il gesto, il simbolo. Pace ed amore universale, creatività, fratellanza, amore per la terra (ed il cosmo…): un abbraccio sensuale e spirituale a dispetto dei muri, dei ghetti, delle divisioni, degli odii (anche razziali), della produzione di massa e delle differenze di classe. Un Giardino dell’Eden a cui ispirarsi e da cui ricominciare, rompendo ogni schema.

Woodstock Jimi HendrixMusicalmente, dopo 50 anni, ci rimangono nomi, melodie, assoli, stili che hanno fatto scuola e che rimangono scolpiti nell’olimpo rock; archetipi irripetibili e fonti inesauribili di ispirazione. Pur dopo alcuni lustri – generazioni – in cui tutto ciò sembrò perder forza, venne visto come “folkloristico”, insabbiato da una industria musicale piegata alle facili formule di successi da spiaggia e dalla sfiducia nei valori che la fine degli Anni Sessanta del Novecento vagheggiava, incarnava, suonava. Ma oggi, a cinquant’anni di distanza, avvertiamo un nuovo bisogno, una nuova domanda, una nuova onda che chiama a raccolta…. ?

L’antenna cuggionese, la più alta e capace di originalità e propositiva Woodstock e Noi manifestocreatività (nostro arbitrario, oggettivamente spassionato, giudizio, ndr!) capta e raccoglie l’onda; ed ecco che sabato 27 luglio, in Villa Annoni, avverrà una giornata di celebrazione, musicale e culturale, della Woodstock di cinquanta anni fa. Dalle ore 10 del mattino alla notte, un mini-festival (tranquilli: senza droghe e nudismo!) che ripercorrerà le note e gli stili del 1969, declinati ai giorni nostri. Contorno di Fiera del Vinile (20 espositori nel Parco!), attività meditative ed olistiche per il benessere psico-fisico, bancarelle artigianali con particolare riferimento all’abbigliamento ed alla bigiotteria vintage, street food… e poi, il cuore della manifestazione: le bands (vedi programma allegato) e gli ospiti speciali che parleranno di “Woodstock e Noi” (così si chiama l’evento).

LE CHICCHE

Ma, questa Woodstock, insomma, è ormai un pezzo da museo, è folclore, è finito, c’est terminèe? Certamente no, secondo l’ospite Luca Pollini, giornalista e scrittore, autore del saggio “Woodstock non finirà mai” <<

Luca Pollini
Luca Pollini, giornalista e scrittore

Sono passati 50 anni, non pochi. Eppure il mito di Woodstock resta saldamente in piedi, anzi, se è possibile, con il passare degli anni si è andato espandendo, è cresciuto a dismisura, trasformando i tre giorni di pace e musica in una sorta di totem inattaccabile, facendo diventare Woodstock il festival-che-non-finisce-mai. >>

Anche la chitarra imbizzarrita di Jimi Hendrix, l’inno americano in distorsione, non finirà mai. Altra chicca della giornata cuggionese è infatti il cortometraggio di Roberto Crema su Hendrix, un inedito ricco di materiali ed informazioni “di prima mano”. (entrambi gli ospiti saranno tra le 18 e le 20 nel Salone centrale di Villa Annoni).

Roberto Crema, giornalista
Roberto Crema

Ma lo chiediamo anche a Gianni Colombo, promotore – insieme a tanti amici – dell’iniziativa; quegli anni li vide (ragazzino) e li suona tutt’oggi (chitarrista della band “saNtanista” chiamata Borboleta);

AB : Gianni, Woodstock è roba per nostalgici, è vintage tornato in auge? Oppure ha un senso, in questo specifico momento storico e sociale?

” L’evento di Woodstock è stato il culmine musicale di un nuovo modo di fare musica ma anche il segno di una nuova coscienza sociale e collettiva che partiva dai movimenti studenteschi (Berkeley). Credo davvero che proprio quanto sta avvenendo negli ultimi mesi, la nascita di una corrente ecologista tra i giovanissimi, sia qualcosa che possiamo accostare ai valori scoperti allora ”

AB : Gli esiti non sono stati però dei migliori…. abbiamo avuto gli anni Ottanta ed una società (figlia dei Sessanta) ben lontana da quei valori: liberata solo nel consumismo senza limiti e nella forma ma pesantemente chiusa e competitiva, con tanti saluti alla fratellanza; no?

“Purtroppo furono commessi molti errori nei successivi anni Settanta e il movimento giovanile fu minato anche dal di dentro, dalla circolazione delle droghe pesanti. Speriamo che questa volta non vada così !” – risponde con grande semplicità Gianni. E intanto ringrazia gli amici ed i sostenitori che stanno collaborando all’iniziativa.

Non rimane che cominciare a gustarsi la giornata del 27 luglio: se son colori… coloreranno! (a proposito: non mancherà il saluto Hare Krishna !)Santana_Woodstock

LA MUSICA

Doveroso e voluto spazio alle band emergenti del territorio, rock blues e pop, dalle ore 16 nell’aia della Villa.

non mancheranno nel corso della giornata le piccole quanto apprezzate improvvisazioni itineranti della Old Bridge Acoustic Band

Dalle ore 21 (dopo la Cena Peace & Love, ore 20, prenotarsi), Concerto Tributo “Noi e Woodstock” : la Black Jam Band farà Jeffersons Airplane, Creedence Water Revival e Joe Cocker ; i Borboleta suoneranno (manco a dirlo!) Santana; mentre gli Acid Queen spazieranno da Joan Baez a Janis Joplin a Jimi Hendrix (scusate se è poco e non si somigliano! “eclettici….” !)

“1969 – 2019 : WOODSTOCK E NOI” : manifestazione organizzata da Associazione “Musica e non solo” ed Ecositituto della Valle del Ticino con il patrocinio del Comune di Cuggiono

2019©Alessandra Branca
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