Don Walter/2: gli anni della Parrocchia e il ritorno nel Magentino

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MAGENTA – Nella lunga storia di Don Walter Larghi –  mancato questa notte all’età di 80 anni, dopo una lunga e silenziosa battaglia contro un brutto male –    nel nostro territorio, occorre, indubbiamente, scindere il periodo dei primi 23 anni, di cui abbiamo detto anche nell’altro pezzo, da questo epilogo, tormentato, più che dalla malattia, dal Covid che costringeva il Don, a rapporti per lo più telefonici, soprattutto, nella fase pre vaccinale.

Gli anni della Parrocchia Sacra Famiglia, di cui abbiamo tratteggiato più la parte dell’Uomo Don Walter, sono stati anche di grande impegno e iniziative.

Perchè accanto alla neo nata nuova Chiesa Parrocchiale – progettata ironia della sorte proprio da quell’Architetto Romano Garavaglia che se ne è andato anche lui, prematuramente, la scorsa settimana – l’Oratorio è sempre stato il fulcro di tutta la comunità.

Con Don Walter poi, c’è stata una particolare attenzione per i giovani. Da qui anche la nascita di un periodico, l’Universo, un giornalino parrocchiale che spaziava ben oltre i confini della zona nord, e che veniva totalmente autoprodotto nella redazione che sorgeva proprio sotto la casa del Parroco.

Il Don non si perdeva una riunione, come sempre indirizzava, suggeriva, ascoltava, proponeva, stimolava la discussione e la riflessione, ma mai (MAI) imponeva. In quegli stessi spazi don Walter proponeva una catechesi per i giovani che era molto improntata all’attualità. Uno sguardo, un approccio sul mondo con occhio cristiano ma che non era certamente limitativo per nessuno.

Notevole anche l’impegno per le attività sportive. Il calcio in primis. Coi tornei estivi che la facevano da padrone. Ma anche con allenamenti e partite nel corso dell’anno, senza guardar troppo (giustamente) al risultato. Ma all’elemento della partecipazione.

Un altro elemento di spicco che per lunga parte ha connotato la Parrocchia della Sacra Famiglia e il suo Oratorio, è stata la presenza di un liceo linguistico che per lungo tempo, si trovava, di fatto, dentro alle mura oratoriane. Anche su questo fronte, il Parroco aveva le idee chiare. Mai imporre nulla, ma posto che il liceo era frequentato da ragazzi, non si poteva neanche pensare che questi transitassero di lì, come qualcosa di totalmente avulso dalla realtà parrocchiale.  

Era un ragionamento sul quale il sacerdote era molto attento. Certo questo non significava porre dei limiti o  ‘regole’ a chi frequentava questa scuola. Viceversa, il tentativo di conoscere meglio questi ragazzi che non dovevano sentirsi, nè ospiti, né come dei perfetti sconosciuti……

Il ritorno di don Walter sul nostro territorio, invece, è datato 2019. Seppur ormai in pensione, anche dentro al tessuto parrocchiale di Boffalora sopra Ticino, era sempre vivace e attento. Ci disse in una delle prime visite nella sua nuova sistemazione: “Ho ancora tante idee soprattutto per coinvolgere i ragazzi. Ma non devo esagerare….”.

Perché l’entusiasmo era quello di sempre. Così come la passione per la storia e la cultura del territorio. Non a caso, uno dei primi interlocutori di don Walter, in riva al Naviglio Grande, fu Ermanno Tunesi, storico presidente de La Piarda.

Poi il maledetto Covid, così come la malattia che ha saputo affrontare con coraggio e dignità, hanno reso più tormentati questi ultimi mesi.  Eppure il don non mollava. Si era aperto anche alle nuove tecnologie.

Tanto che durante le settimane d’Avvento, precedenti quest’ultimo Natale, ogni giovedì o venerdì non mancava di far arrivare il suo messaggio via Whats’App. Un paio di minuti o poco più assai intensi, in cui commentare il vangelo della Settimana. 

La sua parola arrivava nelle nostre case di solito nel primo pomeriggio. Era un modo per dire che nonostante tutto si andava avanti. Che la vita non si fermava. Ci siamo visti il sabato prima del Natale.

E malgrado la malattia l’avesse fiaccato nel fisico, lo avevamo trovato sempre lucido e curioso, sul pezzo. Il male non aveva avuto la meglio su un uomo che continuava a guardare alla Vita e a ciò che questa gli aveva riservato.   

 

 

F.V.

 

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