Discarica Casorezzo-Busto: il 6 aprile udienza al Tar

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    Riceviamo e pubblichiamo

     

    CASOREZZO – Il prossimo 6 aprile è stata fissata dal TAR Lombardia l’udienza per la sospensiva cautelare per l’atto ‘Variante non sostanziale’ che riguarda la discarica in chiusura, impugnato nel nostro ricorso principale insieme ai decreti VIA, VIncA e AIA, in cui contestiamo tutti gli aspetti autorizzativi e gestionali di questa discarica, nonché le modalità e le risultanze delle indagini ambientali e chiediamo che ne venga bloccata la chiusura perché autorizzata eludendo e trasgredendo la Legge.

    Questo è l’unico baluardo residuo che può mettere in discussione, almeno giuridicamente , l’operato di SOLTER e di Città Metropolitana. L’autorizzazione AIA è infatti perfettamente valida, tranne che per quel piccolo dettaglio che la frena: la definizione delle aree di compensazione.
    A fine luglio 2017 fu effettuata la campagna di indagini ambientali prodromica alla chiusura
    della discarica operativa, nell’ottobre 2017 Solter propose al Parco del Roccolo di cedere a
    titolo di compensazione per la nuova discarica proprio le aree sulle quali insiste la discarica in
    chiusura e il 1/2/2018 è stato rilasciato da Città Metropolitana di Milano il nulla osta per la
    realizzazione della copertura superficiale multistrato della discarica.

    cave-di-casorezzo_LN

    Paradossalmente anche Solter, lo stesso giorno, discuterà al TAR la richiesta di sospensiva cautelare che ha presentato nei confronti di Città Metropolitana di Milano ovviamente per sollecitare la definizione delle aree e partire così con la nuova discarica, definendo ‘ostruzionistici’ gli atteggiamenti degli Enti e di pura ‘propaganda’ politica l’opposizione dei comitati.

    Pensiamo che i nodi siano venuti al pettine : da sempre sosteniamo che il punto cruciale di
    tutta la vicenda stia proprio nelle sorti della discarica operativa nell’ATEg11 e che queste sorti
    siano strettamente connesse con le vicende della nuova discarica proposta, nonostante i
    reiterati tentativi di Città Metropolitana di tenere separati i due procedimenti e l’assoluta
    assenza delle Amministrazioni comunali e del Parco del Roccolo sull’argomento.
    Come volevasi dimostrare, abbiamo saputo che il comitato di coordinamento del parco del
    Roccolo (cioè i Sindaci dei 6 Comuni del parco) ha deciso, su suggerimento del direttore
    Giovanni Castelli, di NON costituirsi in giudizio sulla nostra richiesta di sospensiva perché
    ritengono sconsigliabile contestare le modalità analitiche di ARPA.

    Per l’ennesima volta andremo avanti da soli a fare le cose che servono, dopo la bagarre
    fumogena degli scorsi mesi con chiamata a raccolta di atletiche folle e folli dichiarazioni
    pubbliche di personaggi il cui faccione è poi comparso sui manifesti elettorali, motivata solo da
    volontà di apparire e di vincere le cause.

    Comitato Salviamo il Paesaggio

     

     

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