Del Gobbo su Ps ed ospedali: ‘Superare la contrapposizione Magenta-Abbiategrasso’

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    MAGENTA ABBIATEGRASSO – Più di 10mila contatti totalizzati dal pezzo di ieri sui disagi occorsi al Pronto Soccorso di Magenta dimostrano, ce ne fosse ancora bisogno, che il tema è uno dei più caldi nel dibattito dell’est Ticino.

    La chiusura serale del Ps di Abbiategrasso è una ferita ancora aperta, presto Magenta sarà dotata (nel 2019) di un Ps rinnovato e ammodernato. E sul tema del futuro della sanità locale interviene Luca Del Gobbo, leader di NCI in Regione Lombardia, che qualcuno ha velatamente accusato di essere ‘dietro’ la chiusura di Bià dopo le 20..

    Guarda, è una fregnaccia che si commenta da sola”, esordisce parlando con Ticino Notizie, “se io volessi fare il demagogo prenderei la notizia dei disagi di sabato sera a Magenta creando del caos. In realtà, da molto tempo io sto cercando di lavorare a fianco dell’Asst e dei medici per realizzare un sistema integrato di cure che sia il migliore possibile”.

    E cosa diciamo agli abbiatensi che reclamano? “Io partirei da un fatto che spesso si tralascia: la cura diabetica di Abbiategrasso è uno dei tre punti di eccellenza in Lombardia, assieme a Bergamo e Milano. Così come l’oculistica. Leggendo i dati di ASST si coglie chiaramente che anche col Ps del Cantù aperto di sera, emergenze come quelle cardiologiche venivano curate a Magenta o Legnano, già prima del dicembre 2016. Oggi,sulle prime 2 ore dopo un fatto cardiaco, si gioca la salute del paziente, bisogna intervenire nel luogo migliore. Piuttosto doterei Abbiategrasso di un’automedica in più nelle ore serali. Poi non dimentichiamo che l’ASST ha accolto nuovi medici e nuove professionalità su cui investire. Bisogna andare oltre la contrapposizione da campanile tra Magenta ed Abbiategrasso, perché io vedo un futuro nel quale i due ospedali saranno sempre più integrati”.

    Ma l’età media avanza, nell’Abbiatense ci sono molti anziani, da qui la preoccupazione per la chiusura notturna del Ps al Cantù..”Lo so benissimo, è un tema ineludibile. Abbiategrasso,col nuovo Golgi, ha un punto d’eccellenza forse non pienamente compreso nella sua eccezionalità nel settore della cura agli anziani e di patologie come l’Alzheimer. Integrare anche in questo i caso i servizi medico sanitari può essere un’opzione. Se guardiamo alla vecchia azienda ospedaliera, vediamo chiaramente come i poli siano due: Legnano e Cuggiono, Abbiategrasso e Magenta. 4 centri ospedalieri che devono dialogare e interagire sempre di più. E per i più piccoli il futuro modellato sulla tipologia del centro clinico d’eccellenza, pubblico e non privato, può essere la chiave di volta. Noi non abbiamo ancora colto la portata delle innovazioni che porterà Human Technopole a Rho: chi meglio di Magenta ed Abbiategrasso, a breve distanza dal polo, potrà trarne benefici?”.

     

     

     

     

     

     

     

     

    E il nuovo Ps di Magenta, come sarà? “Regione Lombardia ha investito molte risorse su quel progetto, sin dai tempi in cui c’era Mario Mantovani. Tra meno di 1 anno Magenta avrà un Pronto Soccorso più grande, moderno, adeguato. Un Ps migliore. I nuovi medici arrivati nei mesi scorsi stanno intanto lavorando, sotto l’egida del dottor Schieppati, direttore sanitario, ad un’offerta rinnovata sotto il profilo sanitario. Ripeto, il tema è quello di poter dotare i nostri ospedali di servizi autenticamente eccellenti, capaci di rispondere ai bisogni del cittadino malato. Nell’emergenza  come anche nella cronicità, per chi necessita di cure continuative”.

    Senza litigi tra Magenta ed Abbiategrasso, insomma… “Assolutamente no. Su entrambi gli ospedali la Regione Lombardia ha investito decine di milioni di euro. Un chiaro segnale di attenzione. Adesso è ora di gestire il cambiamento. Al meglio”.

    Torneremo a parlarne. Presto.

    F.P.

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