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Declassamento della TIN di Rho: i Sindaci tirano dritto

Ribadiamo il nostro NO. Monitoreremo gli impegni assunti da ASST e ATS

RHO  – “Ribadiamo il nostro NO al declassamento della Terapia Intensiva Neonatale di Rho. Terremo alta l’attenzione affinché gli impegni annunciati da parte di ASST e ATS siano onorati a partire dal 1 marzo 2020”.

E’ questa la voce unanime dei nove Sindaci dei Comuni del Rhodense – Comune di RHO, Lainate, Arese, Cornaredo, Pero, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Settimo Milanese e Vanzago – a poche ore dall’incontro organizzato giovedì 13 febbraio all’Ospedale di Garbagnate Milanese con i vertici di ASST, di ATS e il personale medico del reparto di neonatologia di Rho e di Milano Niguarda per un aggiornamento sulla questione ridimensionamento del reparto TIN dell’ospedale di Rho.

Un incontro, fortemente chiesto dalle Amministrazioni locali, che segue Consigli Comunali, mozioni, incontri pubblici sul territorio in cui sono state raccolte istanze e preoccupazioni dei cittadini.

“L’incontro di giovedì – spiegano i Sindaci – è stato voluto per far sentire che il territorio che rappresentiamo non accetta di essere svuotato di funzioni e strutture che si sono sempre contraddistinte per qualità ed efficienza. Poiché a base della decisione di riqualificare la TIN in un reparto sub intensivo vi era il numero esiguo di bambini nati sotto i 1.500 grammi, avevamo richiesto, con lettera sottoscritta il 9 dicembre 2019 ed indirizzata a Regione Lombardia ed all’Assessore al Welfare Giulio Gallera, di sospendere per un anno l’efficacia della delibera n. 2395 dell’11 novembre 2019 e di contestualmente ampliare il territorio di competenza della TIN di Rho comprendendo anche il Legnanese ed il Magentino, per poi, all’esito di tale periodo, rifare una seria analisi sul numero dei pazienti curati presso la TIN Rho.

Nell’incontro, però, è stato ribadito, come già comunicato dall’Assessore Gallera, che tale richiesta non è stata accolta e che quindi dall’1.3.2020 la TIN di Rho verrà riqualificata in reparto sub intensivo. E’ stato anche precisato che a fronte di 1210 parti nell’ospedale di Rho nel 2019, vi sono stati solo 15 neonati con peso inferiore ai 1500g che sono stati ricoverati presso la TIN di Rho (di questi 5 casi avevano peso inferiore ai 1000g). I vertici sanitari hanno garantito che l’obiettivo di questo progetto, non è quello di risparmiare risorse, ma quello di creare e fornire un servizio migliore, mettendo a disposizione il servizio della Terapia Intensiva neonatale di Milano Niguarda solo quando effettivamente serve e quindi per curare i bambini di peso inferiore a 1.500 grammi e nati prima delle 32 settimane. Tutti gli altri bambini nati prematuri potranno continuare ad essere curati a Rho e vi è l’impegno anche a trasferire presso la Terapia Sub intensiva neonatale di Rho altri bambini attraverso l’intensificazione della collaborazione tra le strutture di Rho e Niguarda, prevedendo una turnazione dei medici tra le due strutture, finalizzata ad accrescere la competenza dei medici stessi. Il numero di posti letti effettivi della nuova TIN di Rho, sia pure con competenze sub intensive, sarà di sei unità. Verrà anche introdotto il servizio di “back transport” dall’Ospedale di Niguarda a quello di Rho una volta superata la fase acuta e la necessità delle cure più intensive e ciò per riavvicinare i bambini alle loro famiglie. In sostanza – è stato detto – a parte i casi dei bambini nati con peso inferiore a 1.500 grammi, la Regione Lombardia intende mantenere attive le competenze assistenziali al prematuro che da sempre caratterizzano l’Ospedale di Rho. Inoltre è stata confermata la volontà di supportare ulteriormente l’Ospedale di Rho nel Piano di ridisegno della rete materno-infantile affinchè il “punto nascita” di Rho continui a rimanere un’eccellenza del nostro territorio e garantire le migliori cure a mamme e bambini.

“Non hanno sospeso la delibera regionale e non hanno accolto le nostre richieste. Rimaniamo convinti che questa misura di ridimensionamento non fosse una priorità della sanità in Lombardia.  La TIN di Rho è sempre stata un punto di eccellenza del nostro territorio e fatichiamo a capire la necessità di questo provvedimento e la rigidità sui tempi di applicazione. Preso atto, nostro malgrado, della posizione di ASST e ATS, noi Sindaci verificheremo che gli impegni sulla volontà di migliorare ed incrementare l’intero “punto nascita” dell’Ospedale di Rho presi in questa riunione vengano rispettati”.

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