Dal visibile all’invisibile, con Massimo Cacciari la filosofia abita il quotidiano

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    MAGENTA – L’aveva annunciata, Massimo Cacciari, l’intenzione di sviluppare il ragionamento sul rapporto tra visibile e invisibile, in modo accessibile a tutti, senza troppe citazioni. Impresa riuscita, in forza di un procedere piano e analitico, sino all’affermazione conclusiva che “visibile (ciò che è percepibile) e invisibile non devono essere disgiunti in nessuna sede, in nessun caso”. In sintesi questo il contributo speculativo del Professore veneziano al tema della stagione filosofica 2017, ‘Guardare e vedere’, che avrà quale relatore finale Carlo Sini (‘Lo sguardo che incontra lo sguardo’), il prossimo 18 aprile. Nell’esperienza del guardare, del guardare con attenzione, “il nostro sguardo penetra dall’immediato all’invisibile – ha sottolineato Cacciari – l’atto del vedere il visibile è cammino verso l’invisibile, che è sfondo di ogni cosa”. Un invisibile immanente, non trascendente, oggetto dell’interesse della Filosofia (diversamente dalla Religione). L’esperienza del vedere è un’esperienza spirituale, che tutti facciamo, non avulsa dalla fisicità della cosa. Cacciari ha condotto il pubblico – folto, ma non straripante come prevedibile in ricordo dell’ondata che invase il Lirico lo scorso anno – concetto dopo concetto (densi, tanti, concatenati) in un’elevata riflessione sull’essente, ciò che è, ciò che partecipa dell’essere, il to on (la tastiera non ha l’omega) dei Greci, “interrogativo che muove tutta la nostra Scienza, tutta la nostra Filosofia, tutto il nostro mondo”, ma quel che è da rimarcare è anche la cura del relatore nel ribadire,

     

     

     

     

     

     

     

     

    con passaggi emblematici, come “la Filosofia abiti il quotidiano”. 

    Franca Galeazzi

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