Dairago, il “paese dei murales”

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    DAIRAGO – Lo chiamano da sempre “paese dei murales”. E in effetti ve ne sono di varie grandezze e disparate tematiche. Ma qualche esemplare artistico sotto il cielo di Dairago necessiterebbe di un’attenzione maggiore. Perché è vero che l’arte non ha tempo ma lo è altrettanto che il tempo, quando decide di mettere il vestito dell’usura, può compromettere qualcuno di questi capolavori. In alcuni casi questi ammaloramenti assumono il colore di figure abrase che hanno svolto e dovrebbero tornare a svolgere il loro ruolo di spaccati della vita di un tempo, prettamente contadina, di questo paese. Colori cancellati, ma anche figure che non appaiono più nitide come nell’aurea aetas quando furono tradotte da qualche artista in forma di dipinto. A non passarsela proprio benissimo sono a esempio alcuni murales posti in corrispondenza della strada che precede piazza Burgaria, uno dei centri nevralgici del paese che si caratterizza come angolo spirituale per la presenza della chiesa di san Genesio.

     

     

    Vero è che, in tempi di vacche magre e risorse che si devono contare ghello per ghello per non sforare, il discorso del ripristino dei murales pare magari non prioritario. Ma si tratta pur sempre della storia del paese, di un insieme di immagini che, come un film gradevole e mai banale, documentano l’aria di semplicità e laboriosità che si respirasse (e tuttoggi si respira) in Dairago. E allora magari, tra qualche posta di bilancio, la voce risistemazione di murales, quantomeno di quelli più malmessi, potrebbe anche campeggiare. La parola all’amministrazione comunale.

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