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Da Malpensa a Magenta a Vigevano: forse ci siamo

MAGENTA – Il progetto risale agli anni Ottanta, quando immaginando lo sviluppo dell’aeroporto – progetto che allora si chiamava ‘Malpensa 2000’ – l’Anas aveva studiato l’accessibilità da sud immaginando una superstrada che superasse i singoli paesi dell’Altomilanese e collegasse prima l’aeroporto con il Pavese e poi con la tangenziale ovest di Milano. L’Accordo di programma firmato dalla Regione con lo Stato permise, tra mille difficoltà, la realizzazione del primo tratto di questa infrastruttura – denominato ‘Boffalora-Malpensa’ – ma il progetto andava oltre e, come dicevamo, puntava a raccordarsi con la tangenziale ovest di Milano. Ma visto il clima politico-sociale, non si pensò allora di andare oltre, anche perché il faticosissimo accordo con i Comuni non raggiunse l’unanimità.
Il giorno dell’inaugurazione ci fu la solita parata degli ambientalisti che non avevano condiviso l’iniziativa. Oggi, chi vive nell’Altomilanese conosce i vantaggi che tale superstrada ha portato ai territori che attraversa (i centri abitati non sono più attraversati dal traffico pesante e dalle autovetture che percorrono la linea Nord-Sud).
In queste settimane, per il proseguimento della ‘superstrada’ fino a Vigevano è in corso la stessa trafila tra chi è contro e chi a favore. Due Comuni sono sempre stati contrari (Albairate e Cassinetta di Lugagnano, oltre al Parco del Ticino), altri sono favorevoli (Robecco eviterebbe le quotidiane 25 mila auto che attraversano il suo centro!).
La conferenza dei Servizi, per dare il primo via all’infrastruttura, si è tenuta nei giorni scorsi a Roma: 20 Km, 220 milioni di euro. I fondi sono a disposizione e sarebbe un vero peccato non cogliere l’occasione, anche perché chi volesse oggi andare a bere un caffè nella bella piazza di Vigevano ne deve fare di strada in mezzo alla nebbia…
Il cammino sarà lungo. Ci sono voluti vent’anni per realizzare la Buffolora-Malpensa e altrettanti saranno necessari per la Magenta-Vigevano: i ricorsi al tar dei Comuni e dei cittadini non mancheranno e alla fine la realizzazione della superstrada costerà di più di quanto preventivato. Sono i costi della democrazia.

FOTO 30 marzo 2008: inaugurazione della Boffalora-Malpensa

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