― pubblicità ―

Dall'archivio:

Cuggiono: ‘messo in prova’ il minorenne che rubò un motorino e aggredì gli agenti a Milano

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

CUGGIONO Niente più restrizioni per il 16enne di Cuggiono che era stato arrestato lo scorso anno a Milano e l’altro giorno è stato ammesso in prova ai servizi sociali dal Tribunale per i minorenni. Dopo la lettura della sentenza la dottoressa Marina Zelante non è stata tenera con lui. La pena non prevede nemmeno un giorno di carcere, ma soltanto perché è un minorenne al suo primo reato e il sistema dovrà lavorare per recuperarlo. Da questo momento dovrà comportarsi da uomo. Dovrà rispettare le regole perché a 16 anni si può sbagliare, ma un altro errore non verrà tollerato. E così il ragazzo verrà sottoposto ad una prova della durata di un anno durante il quale dovrà svolgere una serie di attività che vanno dal volontariato all’inserimento in laboratori e tanto altro. Un periodo durante il quale sarà sottoposto a costante valutazione perché l’obiettivo sarà quello di fare di lui una persona onesta.

Ci credono in tanti perché il cuggionese ha le capacità per riuscire nella vita e ci sono persone che nelle ultime settimane, appresa la sua storia, lo stanno aiutando in tutti i modi. Ci credono in primo luogo i genitori Nazzareno e Ilaria. Insomma, ha una bella responsabilità sulle spalle. L’arresto avvenne la scorsa estate quando si recò a Milano con un amico maggiorenne. Rubarono un motorino e vennero sorpresi dalla polizia. Lui reagì con violenza e scattò l’arresto. Il giudice lo mise ai domiciliari nella sua abitazione di Cuggiono, misura cautelare che per i minorenni viene definita permanenza in casa per usare una parola meno pesante. Un periodo non facile per un ragazzo come lui abituato a vivere all’aria aperta. Ebbene si perché di lui nel mondo del calcio si parlava davvero bene. Aveva girato parecchie società blasonate, dalla Pro Patria al Torino, al Lugano, alla Pistoiese all’Arezzo. Tutto faceva pensare ad un futuro nello sport al punto che la migliore società di calcio del Marocco, il Raja Casablanca, lo voleva inserire nel suo settore giovanile.

Ma poi sono arrivate le amicizie sbagliate e l’arresto. «Sono tanti i ragazzi che si trovano nella sua situazione – ha commentato l’avvocato Roberto Grittini che lo ha difeso – l’altro giorno la dottoressa Zelante che ha emesso la decisione ha avuto parole di fuoco con lui. Lo ha messo sull’attenti spiegandogli per filo e per segno che dovrà comportarsi bene se non vorrà finire di nuovo in un’aula di tribunale. Il rischio di ricascarci è grosso e il primo che deve crederci è lui». Il 16enne negli ultimi giorni viene seguito con tanto amore anche da un volontario che ci sta mettendo l’anima per aiutarlo ad intraprendere la strada giusta. Il calcio potrà tornare ad essere una passione, ma soltanto dopo che avrà capito cosa vuole dalla vita.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

■ Prima Pagina di Oggi