Creed Fisher – “Rock And Roll Man” (2020), by Trex Roads

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    In questi ultimi due anni ho esplorato sempre di più la scena indipendente americana, soprattutto quella country e southern rock. Ho fatto conoscenze, ho conosciuto tanti artisti che hanno un seguito enorme nonostante l’autoproduzione e l’autopromozione. Una delle note più positive (una delle poche aggiungo) dell’invasione della rete nel music business è questa, il poter scoprire artisti lontani che qui difficilmente ci avrebbero raggiunti essendo lontani dalla major e dei media mainstream. Vi potrei citare il mitico Cody Jinks, Mickey Lamantia, Ray Scott, Ward Davis e l’elenco sarebbe davvero sterminato. Ecco una delle mie prime scoperte in questo sottobosco di grandi artisti è stato Creed Fisher, un outlaw texano che ha iniziato tardi a suonare e a cantare (nonostante avesse la passione già da ragazzo) , dopo aver giocato per anni nelle serie minori di football e ha esordito nel 2012 con Down Here In Texas. La particolarità di questo artista è la sua prolificità e un talento smisurato nel scrivere tantissime canzoni o scegliere delle cover da interpretare perfette e a cui rende pienamente giustizia nelle sue versioni. Non scherzo dal 2012 ad oggi 2021 sono usciti a suo nome 10 dischi compreso questo Rock and Roll Man che è del 2020 (ma nel 2021 ne sono già usciti altri due : Go Out Like Hank e How Country Sounded Before It All Went To Shit Vol.1 più un fondamentale greatest hits). Probabilmente il periodo di stop forzato nell’attività live ha aiutato nel mettersi a scrivere canzoni ma una produzione così grande è capacità di pochi, senza risultare ripetitivo o peccare di qualità. In una mia intervista avevo conosciuto il chitarrista dal vivo e da studio di Fisher, il connazionale Emanuele Pistucchia che mi aveva raccontato l’anno scorso della fama crescente e ormai possiamo affermare che ha raggiunto anche il nostro paese, nonostante una musica di nicchia, molto legata al territorio e alla vita texana che non sempre è pienamente compresa o amata ad altre latitudini.

    Scegliere fra i bellissimi dischi, che vi consiglio di scoprire tutti, usciti a suo nome è stato difficile, veramente arduo ma questo Rock And Roll Man è uno dei miei preferiti e dimostra pienamente un’abilità di padroneggiare canzoni non scritte da lui (tranne una) in maniera davvero personale. Il suono è perfetto, la produzione idem e nulla è lasciato al caso. Il suono che troverete in queste 12 tracce è quanto di più texano il country possa offrire e le canzoni scelte sono di artisti che meritano a loro volta piena attenzione. Il buon Creed oscilla sempre fra il country outlaw classico con forti spruzzate rock (cercatevi i live in rete capirete che dal vivo mette sempre a ferro e fuoco i locali), quindi in ogni disco le influenze sono sempre molteplici anche se ormai è lui il riferimento per altri artisti ed è un risultato pazzesco se si pensa che quest’uomo ha iniziato tardi a proporre la sua musica al mondo dei locali texani.

    Basta ascoltare la prima canzone per capire di cosa parlo, Maybe I Am è uno stupendo country dal forte spirito degli anni d’oro in cui la voce di Creed fornisce una prestazione eccellente, in forma smagliante e la band suona alla grande. Il brano è una cover di un artista indipendente che consigliamo fortemente di scoprire se amate la vera musica country e cioè Bryan James, altro musicista che mi ha colpito in questi ultimi mesi. E che dire della bellissima ballata Aint Always Thirsty? Intensa e malinconica (scritta da un altro artista fondamentale, Ray Scott) con un controcanto femminile che completa alla perfezione il cantato del barbuto Fisher che ha una voce nata per questo, per essere narratore di una musica country così lontana dalle accecanti luci del falso music business delle grandi radio e dei media mainstream.

     

    I pezzi presi dal repertorio di un altro artista indipendente di country rock, Zac Stokes sono ben 5 (compresa la title track) e nessuna è fuori posto o pecca di qualità. Grazie alla scrittura di Stokes certo ma anche grazie alla grande forza interpretativa di Creed Fisher, ascoltatevi la splendida Bridges To Burn, con il lavoro delle chitarre sporche e rock che seguono la voce stupenda oppure la title track, una meravigliosa ballata acustica che ci parla delle difficile vita del musicista, fra mille concerti, mille strade, mille volti. Emozionante ed intensa che la potenza vocale di Creed rende un piccolo gioiello. Forse uno dei miei pezzi preferiti fra i tantissimi splendidi incisi dal texano. Potrei raccontarveli tutti, così come i suoi dischi, ma rischierei di dilungarmi troppo ma non posso non citare il country rock venato di honky tonk e di orgoglio patriottico di Red White & Blue Jeans, bellissima che sicuramente sarà uno dei pezzi forti delle sue rinnovate esibizioni live. Citazione per unico pezzo autografo del lotto messo a chiusura del lavoro e cioè Headed For The Big Time, un country dal sapore classico, lo spirito di Merle Haggard ed Hank Williams ispira la musica di questo artista e si sente, eccome! Splendida chiusura dell’ennesimo disco che ha scalato le classifiche del gradimento di chi ama il vero country, outlaw senza compromessi, musica dio patria e famiglia, la vincente ricetta texana. Speriamo un giorno di poterlo applaudire da un palco nostrano e di vedere dal vivo un grande outlaw e il suo chitarrista italiano.

     

    Buon ascolto,

    Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

     

    (nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link : https://trexroads.altervista.org/rock-and-roll-man-creed-fisher-2020/ )

     

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