Creed Fisher – “Rebel In The South” (2022) by Trex Roads

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Il mio amore per la musica indipendente, soprattutto country, non ha radici lontane. Ho conosciuto relativamente tardi questo genere e questi artisti, ma ora non ne potrei fare a meno.

Ecco, Creed Fisher è stato uno dei primi che ho ascoltato qualche anno fa e ancora oggi è il mio riferimento per quanto riguardo il vero country, quello che dalle nostre parti è veramente poco conosciuto.

Quando con amici parlo di questo tipo di musica o quando trovo qualcuno appassionato, tutti fanno riferimento a quello che arriva qui, nelle balere e nelle radio, musica commerciale che non ha nulla a che fare con quello che il country è o rappresenta.

Se dovessi spiegarlo a qualcuno completamente digiuno di country, di outlaw country  o honky tonk, di certo uno dei primi artisti che mi verrebbe in mente è proprio Creed Fisher.

Basta prendere uno qualsiasi dei numerosi album di qualità della sua discografia, per capire che tipo di musica la gente che ama il vero country, vuole.

 

Persone che lavorano, hanno una vita dura e si rivedono in queste note e in queste parole, dove non si parla di amori da fiaba o di vite perfette tutte dorate, ma si è orgogliosi delle proprie origini, delle proprie tradizioni e non ci si cura di chi vorrebbe che gli abitanti del Sud degli Stati Uniti fossero quello che non sono.

Fisher è ormai un nome noto nel mondo del country texano e non solo, sono decide di milioni gli streaming da Spotify e Apple Music dei suoi pezzi, sono tutti sold out i suoi spettacoli su e giù per le strade degli Stati Uniti. Ha già suonato in location leggendarie e non si vuole fermare proprio ora che il meritato successo sta arrivando.

Vi avevo già parlato di almeno due dei suoi dischi e pensate che in soli 2 anni (2020 e 2021) gli album usciti a sua firma sono stati 6. E nessuno di questi è trascurabile.

Ci sono album di country tradizionale, ispirati dai grandi come George Jones e Merle Haggard, ci sono album più outlaw come quelli del grande Waylon Jennings e ci sono anche pezzi influenzati anche dal rock, nessuna ricerca di essere quello che non si è, ma solo tanto talento.

Per noi italiani è motivo di orgoglio sapere che il chitarrista che segue Creed in tour e spesso anche in studio, come in questo disco, è un connazionale : Emanuele Pistucchia, che ho avuto il piacere di intervistare due anni fa e sta vivendo il suo sogno americano. Un artista di talento, che assieme ad una band di primo livello sta mettendo a ferro e fuoco i palchi americani.

Nel lavoro, composto da 14 pezzi, spicca come sempre il lavoro del leggendario Milo Deering al violino e al banjo.

 

Il disco come sempre prodotto alla perfezione da Bart Rose, Josh Rodgers e dallo stesso Fisher, è stato registrato ai Fort Worth Sound.

Il lavoro parte subito alla grande con un pezzo di puro outlaw country che le svisate di chitarra elettrica arricchiscono di carattere e sapori del Sud, Cuz I’m Country è una dichiarazione di intenti, un inno alla musica che i suoi fan amano e si aspettano da lui.

Down & Dirty è quasi southern rock e la immaginiamo devastare con la sua energia i festival estivi in cui Creed Fisher e la sua band, saranno sicuramente protagonisti. La sua voce è perfetta sia per dolci ballate che in scatenati pezzi come questo.

La title track è una splendida ballata country dal sapore antico, una dichiarazione d’amore per un certo tipo di vita e di musica : l’orgoglio di essere del Sud è in un ogni nota, in ogni parola.

Il bridge di chitarra acustica e poi elettrica è splendido, uno dei pezzi più belli della sua discografia e fidatevi ce ne sono di bellissimi.

Ci sono pezzi che giravano negli appunti di Fisher da anni come la splendida e scatenata, Earplugs and Beer, un bellissimo brano dal sapore honky tonk che rimarca il fantastico lavoro alle chitarre e alla steel guitar, oppure come la malinconica ‘Till I Found You.

L’outlaw country texano e l’orgoglio del Sud, permeano tutto il lavoro ma in canzoni come Daughter of an Outlaw esplodono in tutta la loro magnificenza con delle sferzate di chitarra che tagliano l’aria. Pistucchia e Larry Rolando hanno fatto un lavoro eccezionale.

Milo Deering non è da meno e nella veloce e bellissima A Bar Near San Antone, ci regala una dimostrazione del suo talento e del talento di Fisher di scrivere ballate intense tanto quanto divertentissime canzoni da ballare e cantare a squarciagola.

Il disco, il secondo dopo la firma con la Dirt Rock Empire, è da ascoltare tutto d’un fiato, senza pause. Lasciatevi guidare nelle strade del Sud dalla voce potente e intensa di un grande artista, fra locali di honky tonk e bar dove affogare i dispiaceri della vita.

Un vero indipendente, di quelli tosti e senza paura, Creed Fisher è prolifico, scrive e registra tantissimo, ma non abbassa il livello della qualità della sua musica e questo è un merito veramente grande e soprattutto non si lascia influenzare da quello che “vende” e fa solo quello in cui crede e che i suoi fan si aspettano da lui.

 

 

Un ribelle nel Sud che mantiene alta la bandiera del vero country e ci tranquillizza : l’eredità dei grandi del passato di questo genere, è in mani salde e se ne sono accorti anche al premio Texas Country Award lo scorso anno, dove è stato premiato come artista alternative/roots dell’anno, anche se non c’era bisogno di un premio per sapere che è un grande artista.

Il disco sarà in vendita a partire dal 24 giugno sul sito ufficiale, dove potete già preordinarlo.

Buon ascolto,

Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link : https://trexroads.altervista.org/rebel-in-the-south-creed-fisher-2022-english/ )

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