Covid: Human Technopole, lo studio sugli effetti neurologici dell’infezione

178

ROMA –  I ricercatori dello Human Technopole e del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (DZNE) hanno coinvolto altri otto istituti di sette paesi europei per sviluppare il progetto di ricerca “NEUROCOV”, che si e’ aggiudicato per i prossimi cinque anni un finanziamento dalla Commissione europea di 8,4 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe. Lo studio, appena avviato a settembre 2022, e’ coordinato dal Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (DZNE) di Bonn e coinvolge, oltre all’Italia – dove partecipano Human Technopole e Universita’ degli studi di Milano -anche centri di Belgio, Germania, Finlandia, Israele, Svezia e Olanda.

Una parte rilevante dei finanziamenti europei, 3,2 milioni di euro, sono destinati al lavoro di Human Technopole, a testimonianza del ruolo centrale dell’Istituto in questa ricerca. Guidati da Giuseppe Testa, Head del Centro di Neurogenomica dello Human Technopole, parteciperanno allo studio i ricercatori di diversi centri di ricerca dell’Istituto: Neurogenomica, Genomica e Biologia Computazionale, che saranno supportati dalla Facility per la generazione di cellule staminali e organoidi e dalla Facility di genomica. In particolare, studieranno i meccanismi molecolari che si attivano all’interno delle cellule nel cosiddetto “NeuroCOVID” – l’insieme dei disturbi neurologici e neuropsichici correlati all’infezione da COVID-19. Queste nuove conoscenze potranno aiutare a sviluppare nuove terapie e approcci per prevedere il rischio di sintomi neurologici.

I dati saranno raccolti attraverso studi su pazienti di tutte le eta’ in diversi paesi europei che coinvolgeranno anche le comunita’ di pazienti “Long COVID”. In particolare, il progetto si concentrera’ sul coinvolgimento del sistema immunitario e sulla perdita diretta delle funzioni neuronali, che costituiscono il fondamento cellulare e molecolare di qualsiasi declino cognitivo o neurodegenerazione. Tra le complicazioni neurologiche e psichiatriche a lungo termine del COVID-19 vi sono la compromissione del senso dell’olfatto e del gusto, ridotta capacita’ di concentrazione, deficit cognitivi e di memoria, psicosi ed epilessia, oltre alle conseguenze di ictus e delle altre alterazioni cerebrovascolari.

 

Articolo precedenteEnergia. Silvia Scurati (Lega): “Crisi ampiamente prevista dalla Lega ma Regione lasciata da sola. Aumenti causati da speculazione, serve intervento urgente UE”
Articolo successivo“Come identificare le candele difettose e sostituirle nella tua auto”