‘++Covid e giovani/2, lo specialista: enorme aumento dei casi di autolesionismo

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    “L’aumento segnalato di casi di autolesionismo, disturbi della condotta alimentare, disturbi nella sfera emotiva e suicidio tra gli adolescenti e’ la punta dell’iceberg del livello intollerabile di sofferenza raggiunto dai nostri ragazzi”. È un grido di allarme quello di Gabriella Pozzobon, pediatra dell’Ospedale San Raffaele di Milano e presidente della Societa’ italiana di medicina dell’adolescenza (Sima), che in una nota sottolinea come “la pandemia da Covid-19 ha prodotto cambiamenti troppo importanti nella vita degli adolescenti per non avere delle ripercussioni sulla loro salute mentale, come puntualmente sta verificandosi. Genitori, insegnanti, sanitari devono dedicare una precipua attenzione alle loro condizioni psico-emotive, intercettando quanto prima i segnali di cedimento per aiutarli ad attivare le migliori strategie di resilienza”.

    “È noto- ricorda la pediatra- che, sia per il suicidio che per l’autolesionismo, l’adolescenza rappresenta una fascia di eta’ ad alto rischio, per la fragilita’ psichica legata al difficile compito evolutivo di costruzione della propria identita’, l’investimento mentale enfatizzato sul corpo e la prevalenza delle aree cerebrali che portano a impulsivita’ e scarsa valutazione delle conseguenze a lungo termine delle proprie azioni. Sul rischio di suicidio e autolesionismo in adolescenza in corso di pandemia, stiamo preparando una revisione della letteratura che- annuncia la presidente Sima- sara’ pubblicata sul prossimo numero della Rivista ufficiale della Societa’, la Rima, in uscita a marzo 2021”.

    “Ad oggi disponiamo di pochi dati in letteratura su un aumento dei tassi di autolesionismo, tentato suicidio, ideazioni o pensieri suicidari nel contesto della crisi da Covid-19- aggiunge Carlo Alfaro, pediatra presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi (Napoli) e consigliere nazionale Sima- i risultati degli studi sono piuttosto discordanti: mentre uno screening condotto in Texas sul rischio di suicidio in 12.827 giovani dagli 11 ai 21 anni giunti in pronto soccorso ha evidenziato un aumento nel 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019, non e’ stato riscontrato un aumento significativo in ricerche condotte in Giappone, Queensland (Australia), Bangladesh. Un’indagine condotta in Francia sugli studenti universitari di 18-22anni ha dimostrato comunque una preoccupante prevalenza di pensieri suicidi nel periodo pandemico”.

    La crisi scatenata dalla pandemia rappresenta “una sfida per la tutela della salute mentale degli adolescenti per cui- conclude Pozzobon- come Societa’ scientifica che se ne occupa, offriamo il nostro supporto a tutte le figure di riferimento per i ragazzi per aiutarli a prevenire ed arginare tali conseguenze disastrose”.

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