‘++Covid, divieto spostamenti Regioni sino al 5 marzo?

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    MILANO   Nessun libera tutti, almeno per ora: il divieto di spostarsi tra Regioni, gialle, arancioni o rosse che siano dovrebbe essere prorogato oltre la scadenza, fissata alla mezzanotte di lunedì 15 febbraio. Ma poi bisognerà affrontare il tema delle riaperture, a partire da cinema, teatri e palestre con le serrande abbassate da troppo tempo. A chiederlo è la conferenza delle Regioni, e la questione sarà affrontata a breve dal Consiglio dei ministri che potrebbe essere convocato già venerdì per dare il via libera a un ‘decreto ponte’ in vigore fino al 5 marzo. “Nelle prossime ore – ha spiegato il presidente Stefano Bonaccini – comunicherò tale orientamento al ministro Francesco Boccia che aveva chiesto il nostro parere nel corso dell’ultima Conferenza Stato-Regioni, oltre che al Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi”. Intanto domenica cambierà ancora colore la cartina del Paese: il monitoraggio dell’Iss dovrebbe spostare la Toscana in arancione mentre l’Umbria, che soffre diversi focolai delle nuove varianti, dovrebbe diventare rossa.
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    Il nuovo decreto sarà una soluzione tampone in attesa del nuovo governo, con quello guidato da Giuseppe Conte ora in carica solo per il disbrigo degli affari correnti. E sotto questo capitolo sono stati ricompresi tutti i provvedimenti relativi all’emergenza Covid, com’è appunto la proroga delle disposizioni contenute nel decreto legge del 13 gennaio scorso che confermava lo stop a ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute e consentendo sempre il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. “Ringrazio il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e tutti i Presidenti di Regione che si sono espressi con tempestività e rapidità in una fase così critica dopo la richiesta del governo avvenuta nell’ultima Conferenza Stato-Regioni”, ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.
     Poi, bisognerà ripartire: “Al nuovo Governo chiederemo poi un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm, per valutare le possibili graduali riaperture di alcune attività nel rispetto di tutti i protocolli di prevenzione”, chiede ancora Bonaccini. L’idea che verrà portata in sede in discussione sulle prossime misure è quella di far riaprire le attività ferme con rigidi protocolli, consentendo di ripartire con la massima cautela, sempre se consentito ovviamente dall’andamento dei contagi e dalla differenziazione per zone, se verrà mantenuto il sistema dei colori. Nella pratica si parla di quegli esercizi pubblici dove è più semplice ragionare su una entrata contingentata, come cinema, teatri, e anche palestre e piscine. Discorso appena iniziato, ovviamente, che dovrà essere affrontato col nuovo governo quando si insedierà.
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