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Così iniziò il potenziamento delle Nord: dalla chiusura del passaggi a livello al raddoppio del ponte di Via Villoresi

TURBIGO – Il Coordinamento Comuni del Castanese e del Novarese organizzò, il 20 gennaio 1990, un convegno all’Auditorium di Turbigo per discutere sul potenziamento delle Ferrovie Nord Milano nel contesto dello sviluppo del Castanese e del Novarese. La richiesta che sortì dal convegno, al quale partecipò tutta la politica del territorio, insieme agli assessori regionali ai trasporti lombardi (Roberto Biscardini) e piemontese (Andrea Mignone) ed esponenti delle Nord insieme ai tecnici intenti a progettare ‘Malpensa 2000’, fu quella di avviare il raddoppio della tratta ferroviaria, da Busto Arsizio-Novara e di collegare Novara con le Ferrovie dello Stato. Ciò avrebbe comportato un effetto positivo sul piano ambientale, disincentivando il trasporto su gomma e facendo diventare – per la seconda volta – le ferrovie Nord il motore dello sviluppo del territorio, come già l’aveva fatto alla fine dell’Ottocento.
Dopo venticinque anni dal famoso convegno (del quale pubblichiamo una foto con il sindaco Vezzani e l’assessore regionale Biscardini) possiamo dire che quanto convenuto in tale convegno è stato realizzato, step by step.
IL PRIMO PASSO fu la chiusura del passaggio a livello in Via Novara (a valle dell’ex Rossari&Varzi). In cambio di tale chiusura le Ferrovie Nord realizzarono la ‘Via Ticino’ che porta alla pila del ponte torriano e che sarà utilizzata a breve per la realizzazione di una pista ciclabile, proprio come fu previsto vent’anni fa.
IL SECONDO PASSO (1986) fu il rifacimento del ponte di Via Villoresi, a cura dell’ing. F. Martinez y Cabrera, titolare della cattedra di Ponti e Grandi Strutture presso il Politecnico di Milano (in collaborazione con l’ing. Luigi Paolino) del costo di 600 milioni di vecchie lire. Nella relazione il professionista precisava che: “Il ponte esistente ad una sola arcata con arco ribassato in mattoni pieni, di luce netta di 5,60 metri (in seguito all’intervento la luce fu raddoppiata, a 10,85 metri, anche in vista del potenziamento ferroviario) è stato presumibilmente realizzato alla fine dell’Ottocento e del quale non esiste alcuna documentazione in Comune”. L’appalto fu vinto dall’impresa Torretta di Nerviano.
Il rifacimento del ponte (con il conseguente spostamento dei servizi: luce, gas, acqua) permise di allargare la sede stradale e di realizzare una corsia pedonale e ciclabile. In seguito – come opera di compensazione – fu realizzato, a spese delle Ferrovie Nord – il prolungamento di Via Alle Cave. Si ipotizzò di eliminare anche il passaggio a livello di Via XXV aprile, per la cui chiusura era stata pensata una ‘bretella Belvedere’ che non fu mai realizzata.
IL TERZO PASSO iniziò con l’amministrazione Goi (2000) e non si è ancora concluso. Due sottopassi, una nuova piazza, il grande rondò, il collegamento tra Via Libertà e la circonvallazione sud di Robecchetto (realizzata per il traffico pesante)… Manca solamente la ‘Madonna’ che sarà collocata al centro della nuova piazza che porta nel nome il suo sigillo.

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