NewsSport

++Cornaredo, il campo di via Sturzo ‘ridipinto’ dalla Virtus in onore di Kobe Bryant. ‘E vedete che cosa è, il basket…’

La soddisfazione e il grazie del sindaco Santagostino

 

CORNAREDO – La tragica morte di Kobe Bryant e di sua figlia ha trasformato uno dei più grandi giocatori di basket della storia (con solidi radici italiane: il padre Joe Bryant, il leggendario ‘Jellybean’, giocò per anni in Italia, e molti ricordano il piccolo Kobe, soprattutto a Reggio Emilia, tirare a canestro sin dalla tenera età negli intervalli delle partite di serie A) in un’icona, in qualcosa che supera persino le anguste colonne d’ercole della leggenda.  Da ogni parte, in tutto il mondo, si accavallano le iniziative in memoria del giocatore franchigia dei Los Angeles Lakers.

Davvero commendevole quella organizzata a Cornaredo, dove in questo ultimo fine settimana giocatori e appassionati della Virtus Cornaredo (società cestistica locale) ha ridipinto e ritrasformato un campo all’aperto (quello che gli americani e gli amanti del genere chiamano ‘playground) in ricordo e in onore di Kobe.

Armanti di pennello e vernice, i ragazzi della Virtus hanno ridipinto  il campo di via Sturzo con le classiche tinte giallo e viola, colori iconici della franchigia della famiglia Buss e di Jerry West, Magic Johnson e Karemm Abdul Jabbar.
“La pandemia ci ha privato di molto. Anche di cose molto semplici come la proposta fatta da alcuni ragazzi qualche mese fa di riqualificare volontariamente il campetto da basket di via Sturzo con i colori giallo e viola per ricordare Kobe Bryant. Un intervento per cui si è dovuto attendere questo week end. Grazie ai ragazzi per quello che hanno fatto!”, si è complimentato su Facebook il sindaco Yuri Santagostino.
“Sotto la regia del nostro Omar, weekend di ristrutturazione del “playground” di Via Sturzo!!, aspettando tempi migliori!! Go Virtus”, si legge invece sulla pagina Facebook della società sportiva. Anche i tabelloni sono stati rimodellati col volto e la sterminata carica agonistica del numero 24, che ha amato la pallacanestro sino allo spasimo, morendo nel giorno in cui sua figlia (che a 14 anni era già avviata verso la gloria sportiva) andava a disputare una partita assieme all’iconico padre.
Facciamo i complimenti a giocatori e dirigenti della Virtus per questa bella idea, e chiudiamo ripubblicando la lettera con cui Kobe (nel novembre del 2015) disse addio al basket giocato. E lì, c’è semplicemente dentro tutto. Once Lakers, forever Lakers. ‘E vedete che cosa è, il basket’, avrebbe detto il compianto Jordan. Non quello che vestiva ‘la’ 23 a Chicago, ma Aldo Giordani.
Fab. Pro.
Caro basket,
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum
ho saputo che una cosa era reale:
mi ero innamorato di te.
Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni
profondamente innamorato di te
non ho mai visto la fine del tunnel.
Vedevo solo me stesso
correre fuori da uno.
E quindi ho corso.
Ho corso su e giù per ogni parquet
dietro ad ogni palla persa per te.
Hai chiesto il mio impegno
ti ho dato il mio cuore
perché c’era tanto altro dietro.
Ho giocato nonostante il sudore e il dolore
non per vincere una sfida
ma perché TU mi avevi chiamato.
Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.
Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker
e per questo ti amerò per sempre.
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.
Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.
E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.
I momenti buoni e quelli meno buoni.
Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe

Redazione

Redazione Ticino Notizie

Related Articles

Back to top button

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi