Corbetta: quando andavamo al GS. Dal primo di agosto chiude una realtà storica nella grande distribuzione nel territorio del Magentino

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    CORBETTA/MAGENTA –   Per noi nati nella generazione degli anni Settanta il GS ha rappresentato il primo vero supermercato sul territorio. Nei nostri ricordi ancora nitidi del tempo che fu, c’erano anche la Standa nella piazza del Cavalon (o di Tricù nella versione più ruspante), ossia piazza Vittorio Veneto, e la Upim in piazza Liberazione a Magenta. Poi, qualche anno dopo arrivò anche l’Ipermercato di via Leopardi.  Erano gli anni Ottanta, un periodo ruggente, una sorta di ‘paese del Bengodi’ dove tutto andava bene. Si trattava della prima grande distribuzione, anche se il GS di Corbetta di fatto, non aveva ancora l’estensione di realtà come l’Iper e in seguito dell’Esselunga. 

    Con quelle luci sfavillanti. Tanto che il rito dalla spesa con papà e mamma suonava come un momento di festa. Appariva soprattutto a noi più piccoli una sorta di posto magico. una significato particolare, quasi appunto ludico. Fuori da quella quotidianità che contemplava, evidentemente – e per fortuna, visto che chi scrive è da sempre sostenitore dell’importanza dei negozi di vicinato – ancora la bottega sotto casa o al limite il mercato settimanale. Purtroppo, anche se la notizia era nell’aria già da un po’ di tempo, ora c’è l’ufficialità: da sabato primo agosto il GS di Corbetta da anni passato al Gruppo Carrefour e punto storico per questa medesima catena, chiuderà i battenti.

    Che le cose non andassero un granché bene, già da un po’ di tempo a questa parte, era cosa notoria. Tanto che il Carrefour provò il classico colpo d’ala per risollevarsi: apertura tutti i giorni della settimana, h24. Un modo per raccogliere una fetta di pubblico che in questo modo poteva fare la spesa ad ogni ora del giorno e della notte. Ma, probabilmente, era già troppo tardi. Del resto basta transitare oggi lungo l’ex Statale 11 tra Magenta e Corbetta e con buona pace di chi si scaglia (giustamente) contro la conurbazione dei centri abitati, si troverà in una sorta di Trezzano sul Naviglio bis. Il fenomeno della ‘Trezzanizzazione’ come lo abbiamo ribattezzato sulle pagine di Ticino Notizie, soprattutto in quel di Corbetta è più vivo che mai. Di buono ha portato solo la “storica” rotatoria per uscire da Magenta e immettersi sull’ex Statale 11. 

    E non stiamo parlando di realtà come Il Destriero di Vittuone che pur nella loro enormità hanno portato con sé una galleria di negozi, un grande centro commerciale che piaccia o non piaccia – al sottoscritto per essere chiari non piace – in ogni caso, è anche sinonimo d’intrattenimento di un pomeriggio passato a fare shopping. In quel di Corbetta ma non solo perché obiettivamente pensiamo all’apertura anche dei diversi discount a Magenta e dintorni ormai la situazione è quella di una guerra all’ultimo prezzo. Una concorrenza pazzesca spesso verso il basso a livello di qualità – ma assai realistica visto il momento d’impoverimento generale che stiamo attraversando –  che inevitabilmente, adesso miete le prime vittime. D’altronde, alcune aperture, gioco forza, erano state programmate nell’epoca pre Covid. Il tempo del Coronavirus, sta incidendo e inciderà in maniera ancora più massiccia in negativo sui consumi delle famiglie. Impossibile quindi pensare ad un piano di sostenibilità economica che consenta di veder lavorare tutta la grande e media distribuzione che insiste sull’asse Magenta Corbetta e, più in generale, lungo l’ex Statale 11 fino a Bareggio e Cornaredo. Ma senza dimenticare la concorrenza solo all’apparenza esterna, perché oggi con Boffalora Malpensa in meno dieci minuti, per esempio, se al Gigante di Castano Primo.

    Chiude dunque l’ex GS, con relativa perdita di posti di lavoro e famiglie che certo non passeranno un bel momento. Ad oggi non è dato sapere se e cosa sorgerà al posto di questo punto vendita del Gruppo Carrefour.  Troppo presto per capire, ma anche perché è un brutto colpo. Che va metabolizzato. L’elaborazione del lutto richiede tempo e questo per chi ha vissuto quei sereni e spensierati anni Ottanta ne è comunque parte integrante.

    F.V.

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